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	<title>Alessandro Vianello Licensed Nlp Coach &#187; Richard</title>
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		<title>Coach Alessandro Vianello Milano Modena Belluno Corriere delle Alpi</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 08:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ale</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Lavorando come Coach in provincia di Milano, di Modena, di Belluno e in tutta Italia è sempre piacere quando ci si può fermare per un momento per raccontare le proprie esperienze e i successi dei propri clienti. Ecco la mia intervista al Corriere delle Alpi di Belluno del 12 dicembre 2010, firmata <strong>Michela Fregona</strong>.</p>
<p>VIANELLO, ALLENATORE DI CERVELLI</p>
<p>Lui dice: «Il cervello va allenato tanto quanto il fisico». E a me vengono in mente, in sequenza: Buddha, i monaci asceti e qualche maestro zen, nella sua imperturbabilità zen, in tenuta zen da manga giapponese.  Invece no. Niente fontane di bambù, niente giardini di sabbia, zero carpe.  La disciplina dell&#8217;allenamento mentale &#8211; Programmazione Neuro Linguistica &#8211; e le sue tecniche di applicazione &#8211; ovvero il coaching &#8211; viene tutta dal Nuovo Mondo, e da cinquant&#8217;anni, ormai, si esercita in declinazioni tra le più svariate.  Alessandro Vianello, che dal 2005 lavora tra Belluno, Sassuolo, Perugia, Modena, Milano, e in un&#8217;altra manciata di città italiane, ha privilegiato la via dello sport.  <strong>Che cos&#8217;è il coaching?</strong> «E&#8217; un lavoro che mette in moto le risorse della persona: sfrutta la memoria delle sensazioni positive che vengono vissute. In pratica, per il cervello non c&#8217;è differenza tra quello che vive e la realtà. Ogni sensazione determina una traccia nervosa. E ogni traccia lascia memoria. Bisogna allenare il cervello a selezionare, nella prestazione, le memorie positive: le sensazioni del successo già vissuto, e ripeterle. Per questo è un allenamento: più ripeto, più facile è fare».  <strong>Il primo risultato importante? </strong>«La vittoria nel Campionato Europeo di tennis giovanile: Giulio Mazzoli aveva 14 anni, quando l&#8217;ho conosciuto, ed era classificato duecentocinquantesimo su 500 tennisti. Per accedere al tabellone principale, è partito dalle qualificazioni. Alla fine ha vinto il torneo».  <strong>Il suo palmares conta sette titoli in quattro sport diversi in tre anni: tutti campioni? </strong>«A dire il vero, ho lavorato sempre con persone che, per quanto promettenti, non avevano mai fatto grandi risultati. E questo, se possibile, mi dà ancora più soddisfazione».  <strong>Chi si rivolge a un coach? </strong>«Nel caso di ragazzi giovani, spesso sono genitori che hanno sentito parlare di questa tecnica. Il lavoro che ho fatto più recentemente, ad esempio, è quello con Riccardo Michelini: un ragazzo poi che ha vinto il Campionato Italiano Match Play di golf under 18 ed è andato agli Europei con la nazionale. E&#8217; stato suo padre a contattarmi: per il ragazzo, il golf era il suo sogno. Ma la famiglia non aveva possibilità economiche. Oggi Riccardo ha ricevuto una borsa di studio di 50.000 euro in Spagna è stato convocato in nazionale ed è andato agli Europei. Quello che ha fatto, lo ha raggiunto solo grazie ai suoi risultati».  <strong>E&#8217; proprio al golf che lei sta rivolgendo il suo lavoro, ultimamente. </strong>«Sì: attraverso Riccardo ho conosciuto <a href="http://www.flowgolfteam.com/federico-bisazza/">Federico Bisazza</a>, giocatore e maestro. Con lui abbiamo fondato <a href="http://www.flowgolfteam.com/">Flow Golf Team</a>: una collaborazione per portare i giocatori a esprimersi meglio attraverso il divertimento. Solo quando ti diverti veramente puoi esprimere il meglio di te».  <strong>E poi c&#8217;è il coaching di gruppo&#8230; </strong>«Sì: una esperienza che mi ha accompagnato a fianco della squadra del volley femminile di Sassuolo nella promozione dalla serie A2 alla A1. E poi a Perugia, in A1, sono stato al servizio del capo allenatore Gianni Caprara, per amplificare l&#8217;unione della squadra e dello staff. Il tutto unito a un coaching individuale mirato alle prestazioni delle varie giocatrici. Una esperienza forte».  <strong>Quale è la difficoltà che incontra più spesso? </strong>«Demolire le convinzioni limitanti. Le convinzioni sono sopra le capacità: se uno è convinto di non farcela, avrà delle prestazioni in linea con il suo convincimento. Perchè la prestazione sarà un evento emotivamente segnato».  <strong>Un esempio? </strong>«Un caso che mi è capitato: un calciatore delle giovanili di Modena, in una partita, andando a colpire di testa aveva dato una capocciata e si era fatto male. Da quel momento in poi non ha più voluto, nei contrasti, colpire di testa: per uno alto un metro e ottantacinque, ovviamente, risultava una limitazione grossissima. Come avere una Ferrari e andare in prima: in pratica era guarito fisicamente, ma il suo cervello conservava la memoria del trauma, e lo bloccava per la paura di farsi male. Abbiamo fatto un lavoro di ristrutturazione: oggi è già stato opzionato da alcune squadre professionistiche».  <strong>Ma il coaching è una moda? </strong>«Credo che non ci sia nulla di nuovo nel coaching e nella Pnl: hanno solo trovato dei modelli e degli schemi che possono essere applicati da tante persone».  <strong>Non c&#8217;è un rischio etico? </strong>«Intendiamoci: il coaching non è la psicologia. Non ci sono domande sul perchè. E&#8217; un processo generativo: parti dai risultati, dài risposte su come fare, sulla prestazione. Oggi esistono molte persone che fanno questo lavoro, in tutto il mondo. In Italia ci si sta muovendo con un po&#8217; di ritardo, ma altrove il preparatore delle menti, per gli atleti, è una figura che non ha nulla di nuovo».  Non riesco a trattenermi: chissà cosa sarebbe stato di quel rigore di Baggio, ai Mondiali, con un coach dietro.<a href="http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2010/12/12/news/vianello-allenatore-di-cervelli-2956108"><br />
Vianello, allenatore di cervelli .. sul sito del Corriere delle Alpi</a></p>
<p>IL LABORATORIO ITINERANTE PER I BAMBINI<br />
<em>il progetto prima a Belluno, ora è a Sassuolo</em></p>
<p>Il numero zero lo ha fatto in aprile, a Belluno. Poi il Comune di  Sassuolo gli ha commissionato il bis, e l&#8217;adesione ha superato di gran  lunga le aspettative. E, l&#8217;anno prossimo, si torna a replicare. E&#8217; così  che &#8220;<a href="http://www.apertopercaso.com/per-i-nostri-figli/">Per i nostri figli</a>&#8221; è diventato un vero e proprio laboratorio  itinerante. Scopo del gioco: comunicare con i piccini (e i meno piccini)  senza finire nelle macerie emotive lasciate in eredità, in ciascuno di  noi, dalle generazioni precedenti.  «L&#8217;idea &#8211; racconta Alessandro  Vianello &#8211; mi è nata quando sono diventato padre io stesso e ho  cominciato a comunicare con mio figlio Riccardo. Ho seguito un corso  adulti-bambini legato ad applicazioni del lavoro di coach, e ho iniziato  a riflettere, così come possiamo fare tutti, sulla maniera in cui siamo  stati educati. Su quello che siamo e sulle rappresentazioni che ci  vengono indotte di noi stessi: fare differenza tra identità e  comportamenti, di un bambino o di un ragazzo, è fondamentale».  La  parola chiave, secondo il coach, è tranquillizzare.  «Se i bambini sono  tranquilli, il loro processo di crescita è più veloce: stanno meglio. E,  di conseguenza, stiamo meglio anche noi. Il bambino si sente visto  sempre. Sembra una sciocchezza, ma le parole sono veramente importanti;  quanti di noi, quando portavano a casa i voti, si sentivano chiedere: e  gli altri, come sono andati? La nostra identità c&#8217;è sempre stata, a  prescindere dai compagni di classe, eppure&#8230;».  Anche nel rapporto con i  figli, il laboratorio invita al divertimento: «E&#8217; proprio una questione  chimica &#8211; conclude Alessandro Vianello &#8211; quando ci divertiamo  secerniamo dei succhi che favoriscono il lavoro delle sinapsi; per  questo arriviamo più velocemente alle soluzioni: il divertimento è un  neurofacilitatore. Non bisogna dimenticare che ogni lavoro sull&#8217;identità  dà una risposta di tipo emozionale: quando si comunica facendo  coincidere quello che il bambino ha fatto e quello che il bambino è (con  la classica frase &#8220;Sei cattivo&#8221;, per esempio) si lavora proprio al contrario. E al  bambino viene voglia di scappare. O di attirare ancora di più  l&#8217;attenzione su di sé. In un caso che ho seguito, per esempio, la  situazione era paralizzante: il padre e la madre erano costretti a  restare a scuola quando il figlio era in classe perchè, se si  allontanavano, lo prendevano delle crisi di panico. Era una dinamica di  comunicazione che non permetteva uscita». (mi.fr.)<a href="http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2010/12/12/news/il-laboratorio-itinerante-per-i-bambini-2956121"><br />
Il laboratorio itinerante per i bambini .. sul sito del Corriere delle Alpi</a></p>
<p>UNA TESI IN SCENOGRAFIA SUL CENTRO GIOVANI</p>
<p>Architetto. Anzi: coach. Il primo passo di Alessandro Vianello nel mondo  del coaching parte da molto lontano: con la laurea in Architettura  all&#8217;Università di Venezia, nel 2000. «Una tesi in sceneggiatura &#8211;  racconta &#8211; su come l&#8217;ambiente condiziona i comportamenti, seguendo più  di un anno di vita del Centro Giovani di Borgo Pra e costruendone un  filmato. Non me ne sono reso conto subito, ma c&#8217;era già molto del mio  lavoro, in quegli studi: oggi so che si ottengono grandi risultati  quando si lavora sull&#8217;ambiente, sulle relazioni e sulla prestazione». Al  coaching vero e proprio Alessandro Vianello si avvicina nel 2004,  all&#8217;interno di un corso di abilitazione di III grado per allenare  squadre: «Ho iniziato a studiare e a seguire corsi fino a diventare  Licensed Npl Coach a livello internazionale e italiano con Richard  Bandler, il co-inventore della Programmazione Neuro Linguistica».  (mi.fr.)<a href="http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2010/12/12/news/una-tesi-in-sceneggiatura-sul-centro-giovani-2956113"><br />
Una tesi in scenografia sul centro giovani .. sul sito del Corriere delle Alpi</a></p>
<p>Alessandro Vianello Mental Coach Belluno Modena Milano Italia Europa Mondo.</p>
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		<title>Quel tanto che basta</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 23:27:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[a proposito di Christofer Langan &#8230; &#8220;Non faceva giri di parole cercando l&#8217;espressione giusta e non tornava sui suoi passi per riformulare una frase. E, tanto per dire, non intercalava il discorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-medium wp-image-957" title="einstein1000" src="http://www.apertopercaso.com/uploads/einstein1000-230x300.jpg" alt="einstein1000" width="230" height="300" /></p>
<p style="text-align: left;">a proposito di <strong>Christofer Langan</strong> &#8230;</p>
<p style="text-align: left;"><em>&#8220;Non faceva giri di parole cercando l&#8217;espressione giusta e non tornava sui suoi passi per riformulare una frase. E, tanto per dire, non intercalava il discorso con i vari &#8220;ehm&#8221; o &#8220;ah&#8221; e non usava alcuna forma di mitigazione colloquiale; le frasi uscivano a passo di marcia, una dopo l&#8217;altra, chiare e sbrigative, come soldati su una piazza d&#8217;armi.&#8221; </em></p>
<p style="text-align: left;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: left;"><strong>MALCOLM GLADWELL</strong>, <span style="text-decoration: underline;">Fuoriclasse</span>, Mondadori, Milano, 2009, pag. 58</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #ff6600;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Christopher_Langan">Christofer Langan</a></span></strong> ha un <strong>QI </strong>(quoziente d&#8217;intelligenza) stimato tra 195 e 200, ben oltre il 30% in più di <span style="color: #ff6600;"><strong>Albert Einstein</strong></span> che pure aveva 150.</p>
<p style="text-align: left;">A proposito dei geni e della loro intelligenza, oggi sappiamo che <strong>per far succedere quello che vogliamo nella vita (ossia avere successo) </strong>serve <strong><span style="color: #ff6600;">quel tanto che basta <span style="font-weight: normal;"><span style="color: #333333;">d&#8217;<strong>intelligenza</strong>,</span></span></span></strong><span style="color: #333333;"> </span>poiché avere un QI sopra i 115 è stato dimostrato irrilevante per il successo.</p>
<p style="text-align: left;">Buono a sapersi e facciamo un passo avanti nella <strong>nozione di</strong> <strong>soglia</strong>. Se l&#8217;intelligenza conta fino a un certo punto significa che, passato quel punto, sono altre le cose che contano e non hanno a che spartire con l&#8217;intelligenza. </p>
<p style="text-align: left;">Facendo un paragone con il <strong>basket</strong>, se la statura è sufficiente, ci si comincia a preoccupare della velocità, del senso del campo, dell&#8217;agilità, dell&#8217;abilità nel palleggio, della precisione del tiro, delle percentuali nei vari fondamentali, della capacità a saper stare e a lavorare dentro un team.</p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #ff6600;">Quando tutti sono intelligenti, cosa fa quindi la differenza?</span></strong></p>
<p style="text-align: left;">Studiando la vita delle persone con QI sopra i 115 si è infatti scoperto che il <strong>carattere</strong>, la <strong>creatività</strong>, le <strong>qualità relazionali</strong>, una <strong>mentalità flessibile e aperta al cambiamento</strong>, l&#8217;<strong>a</strong><strong>ttitudine a sapersi evolvere adattandosi all&#8217;ambiente</strong> sono state le discriminanti del successo degli uni rispetto agli altri.</p>
<p style="text-align: left;">Quindi a fianco dei tradizionali modi per valutare l&#8217;<strong>intelligenza convergente</strong> come il test delle<strong><span style="color: #ff6600;"> <a href="http://free.intershop.it/iqtest/testintelligenzagratis.asp">matrici di Raven,</a></span></strong> che ci chiede di scegliere tra una rosa di possibilità e di convergere sulla risposta esatta, si sono oggi sviluppati test sull&#8217;<strong>intelligenza</strong> <strong>divergente</strong> che ci chiedono di usare l&#8217;<strong><span style="color: #ff6600;">immaginazione</span></strong> e di volgere la nostra mente in quante più direzioni possibili per valutare la nostra <strong><span style="color: #ff6600;">creatività</span></strong> e la nostra propensione al &#8230;</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/4oAB83Z1ydE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/4oAB83Z1ydE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"> </embed></object></p>
<p style="text-align: left;">Ad esempio: scrivete tutti i modi che vi vengono in mente per utilizzare <span style="color: #333333;">un </span><span style="color: #ff6600;"><strong>mattone</strong></span><span style="color: #ff6600;"><strong> <span style="color: #333333;"><span style="font-weight: normal;">e </span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-weight: normal;">una</span></span></strong><strong> </strong></span><span style="color: #ff6600;"><strong>coperta</strong></span>. Confrontatelo con quello che è venuto in mente ai vostri amici e a queste due persone, entrambe <strong>intelligenti</strong> <strong><span style="color: #ff6600;">quel tanto che basta</span></strong>:</p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">Mattone</span></strong><br />
<em>Materiale da costruzione, oggetto adatto al lancio.<br />
<strong><span style="color: #ff6600;">Coperta</span><br />
<em><span style="font-weight: normal;">Per tenersi caldi, per spegnere un incendio, può essere legata agli alberi e utilizzata per dormire (come amaca), come barella improvvisata.</span></em></strong></em></p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">Mattone</span></strong><br />
<em>Serve a spaccare le vetrine per fare una rapina. È uno degli elementi che tengono insieme una casa. Si può usare nella versione di una roulette russa, se nel frattempo volete mantenervi in forma (fate dieci passi con i mattoni, giratevi e lanciate, non è consentito scansarsi). Se volete tenere in posizione un piumino sul letto, legate un mattone ad ogni angolo. Serve a spaccare le bottiglie vuote di Coca-Cola.<br />
<strong><span style="color: #ff6600;">Coperta</span><br />
<em><span style="font-weight: normal;">Si usa nel letto. Per coprirsi nei boschi durante un rapporto sessuale illecito. In sostituzione di una tenda. Per fare segnali di fumo. Come vela in una barca, in un carro o in una slitta. In sostituzione si un asciugamano. Come bersaglio per far esercitare al tiro i miopi. Per prendere quelli che si buttano dai grattacieli in fiamme.</span></em></strong></em></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Interessante</strong> .. entrambi hanno un <strong>QI sopra i 115</strong>, ma potendo scegliere chi vorreste dalla vostra parte?</p>
<p style="text-align: left;">Ciò è veramente affascinante perché spiega come la mente di ognuno di noi lavora e quale sia la <strong>ricchezza di neuro-connessioni </strong>e di <strong>collegamenti</strong> che è in grado di produrre per determinare poi dei <strong>risultati</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;<strong>intelligenza pratica</strong> consiste infatti nel <span style="color: #ff6600;"><strong>sapere che cosa dire a chi, quando è il momento per dirlo e come dirlo per ottenere il massimo effetto.</strong></span> </p>
<p style="text-align: left;"><strong>Intelligenza pratica e intelligenza analitica</strong>, infatti, sono <strong>ortogonali</strong>, ossia la presenza dell&#8217;una non implica la presenza dell&#8217;altra. E&#8217; un po&#8217; come se andassero ognuna per la propria strada e che ci permettessero di esprimerci al meglio quando siamo così bravi da servirci di entrambe.</p>
<p style="text-align: left;">Studiando la vita di <span style="color: #ff6600;"><span style="color: #333333;">Langan</span></span> si è scoperto che non possedeva affatto l&#8217;<strong>intelligenza pratica</strong> perché non gli era mai stata insegnata dai suoi genitori, essendo nato in una famiglia poverissima con un padre violento ed alcolizzato che di fatto gli aveva &#8220;imparato&#8221; solo a diffidare di ogni forma d&#8217;autorità e a vivere con sospetto il proprio ambiente.</p>
<p style="text-align: left;"><em>&#8220;Le sue frasi uscivano a passo di marcia, una dopo l&#8217;altra, chiare e sbrigative, come soldati su una piazza d&#8217;armi &#8230;&#8221;</em> rigide ed impermeabili al mondo e alle opportunità che gli si presentavano davanti, possiamo aggiungere adesso.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>L&#8217;idoneità a gestire i rapporti sociali</strong>, quello che di fatto è mancato a <span style="color: #333333;">Langan</span> per avere un impatto sul mondo proporzionale al suo straordinario potenziale, <strong>s&#8217;impara infatti in</strong> <strong>famiglia</strong>. E questa è l&#8217;altra buona notizia.</p>
<p>Sarà un caso ma inspiegabilmente la madre di <span style="color: #333333;">Langan</span> si dimentica di firmare il modulo per fargli rinnovare la <strong>borsa di studi</strong> che così gli viene negata (?!); per continuare a stare al <strong>College</strong> <span style="color: #333333;">Langan</span> cerca di farsi spostare le lezioni al pomeriggio, come fanno tutti gli studenti in caso di necessità, ma non ci riesce (?!); gli <strong>insegnanti</strong>, di solito molto propensi ad aiutare le menti brillanti come la sua, lo ignorano completamente e non si accorgono di lui (?!); <span style="color: #333333;">Langan</span> pensa che <strong>Harvard</strong> sia un’istituzione di potere dove la libertà è asservita al denaro e dove i docenti non scelgono liberamente cosa insegnare per continuare a ricevere gli assegni dalla facoltà (?!).</p>
<p>Ad oggi nessuno ha veramente preso in considerazione e pubblicato quello su cui sta lavorando da anni, eppure <span style="color: #333333;">Christofer</span><span style="color: #333333;"> </span><span style="color: #ff6600;"><span style="color: #333333;">Langan</span></span> incominciò a parlare a sei mesi e imparò a leggere da solo a 3 anni. </p>
<p style="text-align: left;">Recenti studi della sociologa <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Annette_Lareau">Annette Lareau</a></strong> hanno evidenziato che le famiglie dei <em>più </em><em>ricchi</em> e quelle dei <em>più poveri</em> hanno due diversi modi di educare i figli.</p>
<p style="text-align: left;">I <em>più</em> <em>ricchi</em> adottano quello che definisce &#8220;<strong>allevamento concordato</strong>&#8221; mentre i <em>più</em> <em>poveri</em> quello che definisce &#8220;<strong>completamento della crescita spontanea</strong>&#8220;. E la differenza non è solo nel <strong><span style="color: #ff6600;">tempo</span></strong> che hanno a disposizione per crescere ed educare i propri figli, spesso è proprio una <strong><span style="color: #ff6600;">mentalità</span></strong> che porta a vedere il mondo e le opportunità con occhi diversi. (<a href="http://www.ucpress.edu/books/pages/9987.php"><strong>Unequal Childhoods</strong></a>)</p>
<p style="text-align: left;">Nel <strong>completamento della crescita spontanea</strong> mancano programmi intensivi di crescita, di sport e di formazione per i figli, essendoci principalmente solo la possibilità d&#8217;inventare qualche gioco all’aperto insieme ai fratelli e alle sorelle e agli altri bambini del quartiere. E manca soprattutto quella partecipazione culturalmente attiva dei genitori alla vita dei propri figli, che sono lasciati crescere spontaneamente senza una guida che stimoli un certo tipo di attitudine e di relazione verso l&#8217;autorità e gli altri soggetti sociali.</p>
<p style="text-align: left;">Nell&#8217;<strong>allevamento concordato</strong> i bambini sono volutamente esposti ad esperienze che mutano costantemente, imparano a lavorare in gruppo e ad affrontare ambienti molto strutturati. E soprattutto imparano <strong><span style="color: #ff6600;">la sensazione di avere dei diritti</span></strong><strong> </strong>e <span style="color: #333333;">a </span><strong><span style="color: #ff6600;">personalizzare<span style="font-weight: normal;"><span style="color: #333333;">,</span></span></span></strong><span style="color: #333333;"> </span>nel senso migliore del termine, le istituzioni, i gruppi, le persone e l&#8217;ambiente in cui vivono per raggiungere i loro scopi.</p>
<p style="text-align: left;">I bambini cresciuti con lo stile dell&#8217;<strong>allevamento concordato</strong> imparano a farsi valere con chi detiene autorità e acquisiscono <strong><span style="color: #ff6600;"><span style="color: #888888;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #333333;">l&#8217;</span></span></span>abitudine</span></strong> ad essere trattati con rispetto, come una persona <strong>unica e preziosa</strong>, degna dell&#8217;interesse e dell&#8217;attenzione degli altri.</p>
<p style="text-align: left;">Imparano a ragionare, a trattare e a scherzare con la stessa facilità, acquisendo la capacità di far valere i propri diritti <span style="color: #333333;">perché </span><strong><span style="color: #ff6600;">consapevoli</span></strong> della loro piena esistenza, ossia a vivere un <strong><span style="color: #ff6600;">atteggiamento</span></strong> adatto a conseguire il <strong>successo</strong> nel mondo d&#8217;oggi. </p>
<p style="text-align: left;">Oltre a <strong><span style="color: #ff6600;">q</span></strong><strong><span style="color: #ff6600;">uel tanto che basta</span></strong> <strong>d&#8217;intelligenza</strong>, quello che fa la differenza è proprio la <strong>fortuna o il privilegio </strong><strong>di crescere nel giusto ambiente</strong> e <strong>di essere educati dalla propria</strong> <strong>famiglia</strong> o <strong>da qualcun altro</strong> (<strong><span style="color: #0000ff;">un amico, un mentore, un Coach,</span></strong> etc.) a presentarsi nel migliore dei modi al mondo perché <strong><span style="color: #ff6600;">nessuno può farcela da solo<span style="font-weight: normal;">, <span style="color: #333333;">anche se è un genio.</span></span></span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #ff6600;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #333333;"><strong><span style="color: #ff6600;">Nessuno può farcela da solo,</span> </strong>anche se è un genio.</span></span></span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #ff6600;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #333333;"><img class="alignleft size-medium wp-image-946" title="AleCoach1000" src="http://www.apertopercaso.com/uploads/AleCoach1000-300x272.jpg" alt="AleCoach1000" width="300" height="272" /><br />
</span></span></span></strong></p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"><strong>Richard Tandy <span style="color: #333333;">&amp;</span><span style="color: #333333;"> </span><a href="http://www.1coach.it/ale.htm">Ale Coach</a> <img src='http://www.apertopercaso.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p style="text-align: left;"> </p>
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		<title>Ci sono ancora</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 23:07:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  &#8220;Ci sono ancora spazi da riempire e da lasciare vuoti.&#8221;  RICHARD TANDY Ci sono ancora  Grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-medium wp-image-922" title="nuvole" src="http://www.apertopercaso.com/uploads/nuvole-300x200.jpg" alt="nuvole" width="300" height="200" /></em></p>
<p> </p>
<p><em>&#8220;Ci sono ancora spazi da riempire e da lasciare vuoti.&#8221;</em>  <strong>RICHARD TANDY</strong></p>
<p>Ci sono ancora </p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">Grazie <img src='http://www.apertopercaso.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </span></strong></p>
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		<title>Chiunque&#8230; intelligente</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 23:14:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Io sono Chiunque&#8221;, protestò Chiunque. &#8220;Ora voglio essere qualcuno in particolare.&#8221; &#8220;Oh&#8221;, disse Blink. &#8220;Posso capirti. Penso che dovresti provare a essere un po&#8217; di persone e forse ti faresti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> &#8220;Io sono Chiunque&#8221;, protestò Chiunque. &#8220;Ora voglio<br />
essere qualcuno in particolare.&#8221;<br />
&#8220;Oh&#8221;, disse Blink. &#8220;Posso capirti. Penso che dovresti<br />
provare a essere un po&#8217; di persone e forse ti faresti<br />
un&#8217;idea di chi ti piacerebbe essere.&#8221;<br />
&#8221;Non essere sciocco&#8221;, disse Chiunque. &#8221;Nessuno<br />
riesce a diventare chi gli piacerebbe essere. Una cosa<br />
così non si è mai sentita. Devi essere qualcun altro,<br />
così da poter desiderare di essere la persona che<br />
vorresti essere. Se fossi la persona che volevi essere,<br />
allora non vorresti essere quella persona, dunque io<br />
devo essere qualcun altro.&#8221;<br />
Blink si trovò d&#8217;accordo e ne rimase talmente<br />
colpito che decise che di certo Chiunque doveva<br />
essere qualcuno davvero intelligente. Fu così che<br />
partirono con l&#8217;idea di provare a indossare l&#8217;identità<br />
di ciascuno dei saggi del luogo.<br />
</em>RICHARD BANDLER, Il sogno di chiunque, Alessio Roberti Editore Srl, 2008, pagina 60</p>
<p style="text-align: left;"><a rel="attachment wp-att-1680" href="http://www.apertopercaso.com/2009/12/chiunque-intelligente/giovanevecchia/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1680" title="GiovaneVecchia" src="http://www.apertopercaso.com/wp-content/uploads/2009/12/GiovaneVecchia.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>galleggiando</p>
<p style="text-align: left;">tra immaginazione e illusione</p>
<p>di Cristiana Giovanardi</p>
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