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apr 1, 2012
Ale

Uomo Nuovo Coach Alessandro Vianello

“Chi ha un perché abbastanza forte può sopportare qualsiasi come.”
NIETZSCHE

Il mondo cerca un uomo nuovo, che viva da imprenditore di sé stesso indipendentemente dal contratto di lavoro che ha o, purtroppo, non ha. Il mondo è cambiato e sta ancora cambiando. Le parole responsabilità, competitività, competenza, strategia, risorse, innovazione, talento, fiducia, spirito, squadra, vanno re-interpretate con il desiderio di essere protagonisti della nostra crescita.

Qual’è il senso di queste parole per te oggi?

Coach Alessandro Vianello Belluno Modena Milano Italia Europa Mondo

mar 1, 2012
Ale

Coach Alessandro Vianello investimento formazione

“Vorrei una squadra di molte meno persone e molto, molto più qualificate con l’obiettivo di risolvere i problemi che ho raccolto nel mio andare su e giù per l’Italia, dall’internazionalizzazione al credit crunch”.
ALBERTO BOMBASSEI, CEO Brembo

Ma la formazione è un costo o un investimento?

Coach Alessandro Vianello Belluno Modena Milano Italia Europa Mondo
ale1coach@gmail.com

feb 27, 2012
Ale

Coach Alessandro Vianello Soluzioni Crisi Einstein

“Non pretendiamo che le cose cambino, se agiamo sempre nello stesso modo. La crisi può essere una grande benedizione per le persone e i paesi, perché la crisi porta con sé il progresso.

La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.

È nella crisi che sorgono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e disagi, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni..

La vera crisi è l’incompetenza.

Il più grande inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita ai propri problemi.

Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.
Senza crisi non c’è il merito

È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare della crisi significa promuoverla, non parlarne durante una crisi significa esaltare il conformismo. Invece di fare questo, lavoriamo durante.

Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla”.

ALBERT EINSTEIN, Il mondo come io lo vedo, 1939

Coach Alessandro Vianello Belluno Modena Milano Italia Europa Mondo

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feb 1, 2012
Ale

Leadership Coach Alessandro Vianello

“Tutto nasce e tutto termina con la leadership.”
JOHN MAXWELL, Le 21 Leggi fondamentali del leader, Piero Gribaudi Editore, Milano

A proposito di leadership o della sua mancanza, ecco l’intervista di Gasperini dell’11-02-2012:

Come ricordo Novara? Come il momento più brutto di tutta la mia carriera. Ma ormai a quel punto era già tutto deciso. C’era attorno a noi un clima assurdo. Nei giocatori era subentrata la rassegnazione. Sbagliammo tutto”. Gian Piero Gasperini ripercorre, in una intervista alla Gazzetta dello Sport, la sua breve avventura sulla panchina dell’Inter con un bilancio di zero vittorie in cinque partite, solo un pareggio e quattro sconfitte.

“Moratti mi spiegò che per il fair-play finanziario un pezzo grosso doveva partite, ma che Eto’o sarebbe rimasto. A me bastavano Palacio, un centrocampista e un difensore, visti gli infortuni nel reparto. Si pensava a Vidal a centrocampo, ma anche a Nainggolan che però non veniva ritenuto da Inter. Come Criscito, per non dire di Palacio che si poteva prendere. Cercavano Sanchez, Lavezzi, Tevez, molto meno abbordabili. Io col tridente Palacio-Milito-Eto’o ero pronto a sfidare il mondo. Fui accontentato con Thiago Motta, cui l’Inter aveva chiesto di trovarsi una squadra e Milito, che rifiutò una grande proposta. Bastava poco, due-tre giocatori, non i nove che ha comprato l’Inter. Alla faccia del fair-play”.

Gasperini spiega di aver pensato alle dimissioni ancor prima dell’inizio del campionato. “Dopo Palermo pensai di dimettermi? Sì. Avessi fiutato prima l’andazzo mi sarei dimesso prima dell’inizio. Così ora forse sarei in panchina come Donadoni e Pioli. Invece di valutare la prestazione alla luce del contesto, venne ridotto tutto alla difesa a tre. Assurdo”. Gasperini parla anche di Mario Balotelli: “A Dublino Moratti mi parlò della possibilità di riprendere Mario. Forse aveva parlato con Mancini. Mi spiegò, però che eravamo i soli all’Inter a volerlo”.

Sul suo futuro: “Le esperienze negative forgiano, ne esci più forte. Cerco una società che mi permetta di insegnare calcio, ne condivida metodi e obiettivi. Non è un buon momento per gli allenatori, siamo carne da macello. E poi voglio fare l’allenatore che allena non che gestisce. Se un giocatore deve bere tre birre in meno, glielo dica la società. Io alleno”.

Coach Alessandro Vianello Belluno Modena Milano Italia Europa Mondo

ale1coach@gmail.com

dic 27, 2011
Ale

Alessandro Vianello golf mental coach

“Performance is about getting the ball in the hole.”

Partire dal gioco per finire nel gioco. Sempre.
Tutto quello che è fuori dal modello prestativo del gioco è inutile.

Coach Alessandro Vianello Belluno Modena Milano Italia Europa Mondo

set 1, 2011
Ale

Obiettivo Coach Alessandro Vianello

Una volta stabiliti, è sempre meglio dichiarare i propri obiettivi alle persone vicine così potranno aiutarti a raggiungerli. Ecco uno dei miei obiettivi:

Fare tutto il possibile per essere il responsabile delle risorse umane (il Coach) di un grande club di calcio divertendomi e lavorando con lo staff dirigenziale, con la prima squadra, con il settore giovanile e con le fondazioni benefiche della società stessa in favore dei bambini entro il 31-12-2016.

Alessandro Vianello Mental Coach Belluno Modena Milano Italia Europa

ago 27, 2011
Ale

Coach Norvegia Olimpiadi insieme

Con grande attenzione e commozione ho seguito la risposta del popolo Norvegese al folle omicida che ha sconvolto il paese e l’Europa il mese scorso. E non mi ha sorpreso per niente la compostezza, la civiltà e la saggezza di un paese che ho conosciuto durante il mio Erasmus ad Oslo nel 1994, in coincidenza con le Olimpiadi invernali di Lillehammer.
Ricordo un gran freddo, tantissima neve, la meraviglia del paesaggio e il senso civico diffuso di un intero popolo, a cui noi italiani dovremmo spesso ispirarci.

Ed ecco il discorso pubblico di Haakon Magnus, principe ereditario di Norvegia, il 25 luglio 2011, quando tutta la Norvegia in lutto manifestava unita per strada:

Questa sera le strade sono piene d’Amore…

Abbiamo scelto di rispondere alle crudeltà con la vicinanza.
Abbiamo scelto di rispondere all’odio con l’unità.
Abbiamo scelto di mostrare ciò che rappresentiamo.

La Norvegia è un paese in lutto. E un pensiero va a chi ha subito una perdita. A chi ha fatto uno sforzo eroico per salvare delle vite umane e ripristinare la nostra sicurezza e ai nostri leader che sono stati sottoposti a delle difficilissime prove negli ultimi giorni.

A chi è rimasto a Utøya, e al governo che sono stati bersagli di terrore, ma questo riguarda tutti noi. In modo terribile e chiaro, abbiamo visto quale impatto possano avere le azioni di un individuo.

Questo ci ha mostrato anche quanto siano importanti gli atteggiamenti che ciascuno di noi ha, quanto sia importante ciò che scegliamo per costruire la nostra vita, e quanto della nostra vita scegliamo di spenderla per il bene degli altri e della comunità in cui viviamo.

Dopo il 22 luglio, non dovremo mai più permettere a noi stessi di credere che il nostro punto di vista e le nostre opinioni siano irrilevanti. Ma dovremo affrontare ogni giorno, pronti a combattere per quella società aperta e libera a noi tanto cara. Cari giovani: Voi siete la nostra bussola, il nostro coraggio e la nostra speranza. Siete voi che darete forma e determinerete quale Norvegia avremo nei prossimi anni. Ognuno di voi non ha prezzo. E noi abbiamo perso molto. La Norvegia che vogliamo, nessuno sarà in grado di togliercela.

Questa sera le strade sono piene d’amore…

Siamo di fronte ad una scelta. Non possiamo annullare ciò che è stato fatto. Ma possiamo scegliere cosa faremo per noi come società e come individui. Possiamo scegliere che nessuno ha bisogno di stare in piedi da solo. Possiamo scegliere di stare insieme. Spetta a ciascuno di noi ora. Spetta a voi e a me.

Insieme abbiamo un lavoro da fare.

E’ un lavoro che va fatto intorno a un tavolo da pranzo, in mensa, nelle organizzazioni, nel volontariato, da uomini e donne, nei piccoli centri e nelle città. Avremo una Norvegia in cui vivremo insieme con la libertà di pensare al di là di noi stessi, dove le differenze saranno viste come opportunità, dove la libertà sarà più forte della paura.
Questa sera le strade sono piene d’amore…
..
Come Coach uso spesso queste parole: possiamo scegliere di stare insieme .. insieme abbiamo un lavoro da fare .. e ora queste parole hanno un senso ancora più grande e profondo per tutti perché questa sera le strade sono piene d’amore… Grazie Norvegia :)
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Alessandro Vianello Mental Coach Belluno Modena Milano Italia Europa Mondo

ago 1, 2011
Ale

coach smettere fumare neurotrasmettitori bupropione

Liberamente tratto da MALCOLM GLADWELL, Il punto critico, Rizzoli, Milano, 2000

Bupropione … Il nome è divertente, un incrocio tra il butano, proprio e un procione … ma la cosa bella è che questo farmaco antidepressivo può aiutare i tabagisti a liberarsi dalla dipendenza dalla nicotina …
Sembra infatti esserci un legame molto forte tra la depressione e il fumo.
Sappiamo che i neurotrasmettitori serotonina, dopamina e noradrenalina regolano l’umore e contribuiscono alle sensazioni di fiducia, di padronanza di sé e di piacere.
Molti farmaci antidepressivi stimolano il cervello a produrre serotonina. La nicotina ha lo stesso effetto su altri due neurotrasmettitori: la dopamina e la noradrenalina.
La dipendenza dalla nicotina ha quindi in sé un effetto antidepressivo. Il punto debole del fumo sembra essere proprio questo: se è possibile guarire i fumatori dalla depressione si rende il loro vizio di fumare molto più vulnerabile. Scopriamo perché …
La dopamina rilasciata dalla nicotina finisce nella corteccia cerebrale prefrontale, ossia nel centro cerebrale del piacere, quello che la gente ritiene responsabile dell’appagamento, del senso del benessere associato al fumo: è questa una delle ragioni per cui è così difficile smettere di fumare. La nicotina aumenta anche il livello di noradrenalina, perciò quando si cerca di smettere di fumare, riducendo l’assunzione della prima,  diminuisce anche la seconda e si diventa agitati e irritabili.
Il bupropione agisce in due modi: aumenta la quantità di dopamina, di modo che i fumatori non sentano il desiderio di fumare, e sostituisce una parte della noradrenalina, evitando l’agitazione e i sintomi d’astinenza.

Vediamo un po’ di numeri … Studi effettuati rivelano che il 23% quelli che avevano frequentato un corso di sostegno contro il fumo parallelamente all’assunzione di un placebo smise di fumare dopo 4 settimane. Corso più cerotto alla nicotina il 36% dopo un mese. Bupropione il 49%. Bupropione più cerotto il 58%.
Quello che è interessante notare è che gli antidepressivi che stimolano la produzione di serotonina non aiutano i fumatori a smettere. In poche parole non basta migliorare l’umore: è necessario farlo nello stesso modo in cui lo fa la nicotina e solo il bupropione sembra esserne capace.

Morale? i sistemi si cambiano sempre dall’interno.

Coach Alessandro Vianello Life Business Sport Belluno Modena Milano Italia Europa

lug 1, 2011
Ale

Coach Alessandro Vianello contagio emotivo vettore

Se consideriamo l’emozione come qualcosa che muove dall’esterno verso l’interno, e non in senso contrario, è possibile comprendere come determinate persone riescano ad avere un’enorme influenza sulle altre. Alcuni di noi, dopo tutto, sono molto bravi ad esprimere le proprie emozioni e i propri sentimenti, il che significa che sono emotivamente molto più contagiosi di altri.
Gli psicologi definiscono queste persone “vettori”, uomini dalla personalità e dalla psicologia particolare. Considerando poi che gli esperti nello studio dell’espressione del volto riferiscono che tra una persona e l’altra ci sono differenze enormi nella posizione dei muscoli facciali, nella loro forma e persino, sorprendentemente, nel prevalere di un tipo di muscoli sull’altro, il gioco è fatto.
Il contagio emotivo non è una malattia, ma il meccanismo è identico. Ci sono i portatori sani, persone infettate dal virus, ma che non manifestano i segni della malattia, e i portatori malati, persone particolarmente suscettibili, che vengono facilmente contagiate e che si ammalano.
I vettori propongono una forma di persuasione che va dall’esterno all’interno, un gesto esterno che influenza una decisione interiore.
MALCOLM GLADWELL, Il punto critico, Rizzoli, Milano, 2000, pag 100-103

Buon divertimento :)
Alessandro Vianello Mental Coach Milano Belluno Modena Italia Europa

giu 27, 2011
Ale

Coach Alessandro Vianello contagio emotivo sorriso

Nel loro eccellente libro Il contagio emotivo, gli psicologi Elaine Hatfield e John Cacioppo e lo storico Richard Rapson sostengono che la mimica è uno dei mezzi con i quali ci contagiamo reciprocamente le emozioni. In altre parole, se io sorrido, voi mi vedete e sorridete in risposta, anche se faccio solo un microsorriso che non dura più di alcuni millesimi di secondo; non si tratta solo del fatto che mi state imitando o state enfatizzando il mio gesto: può essere persino un modo in cui io trasmetto a voi la mia felicità.
L’emozione è contagiosa. Questo, in un certo senso, è assolutmente intuitivo. Tutti noi abbiamo sperimentato che ci si sente meglio se si sta vicino a qualcuno di buonumore. Se ci pensate bene, però, si tratta di un’idea che ha implicazioni radicali.
Normalmente pensiamo all’espressione del nostro volto come al riflesso di uno stato interiore. Mi sento felice quindi sorrido; mi sento triste, quindi sono accigliato. L’emozione muove dall’interno all’esterno.
Il contagio emotivo, però, suggerisce che è vero anche il contrario. Se riesco a farvi sorridere, riesco a farvi felici, se posso farvi aggrottare la fronte, posso rendervi tristi. L’emozione in questo senso, muove dall’esterno all’interno.
MALCOLM GLADWELL, Il punto critico, Rizzoli, Milano, 2000, pag 100

Buon divertimento :)
Alessandro Vianello Mental Coach Milano Belluno Modena Italia Europa

Pagine:123»

Alessandro Vianello

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