Obiettivo Coach Alessandro Vianello
Una volta stabiliti, è sempre meglio dichiarare i propri obiettivi alle persone vicine così potranno aiutarti a raggiungerli. Ecco uno dei miei obiettivi:
Fare tutto il possibile per essere il responsabile delle risorse umane (il Coach) di un grande club di calcio divertendomi e lavorando con lo staff dirigenziale, con la prima squadra, con il settore giovanile e con le fondazioni benefiche della società stessa in favore dei bambini entro il 31-12-2016.
Alessandro Vianello Mental Coach Belluno Modena Milano Italia Europa
1 su 8.000 serie A calcio mental coach
Morandi cantava 1 su 1.000 ce la fa .. ma per i giovani calciatori che sognano di diventare dei campioni i numeri sono ben altri.
Secondo le statistiche della Federazione Italiana Gioco Calcio, infatti, soltanto 1 calciatore su 8.000 diventa un calciatore di serie A. Per tutti gli altri 7.999 ci può essere la serie B, la lega Pro, il calcio nei dilettanti o soltanto il ricordo di un bellissimo momento di vita nel calcio giovanile.
Alessandro Vianello calcio mental coach Belluno Modena Milano Italia Europa
Samuel Eto’o Inter Milano calcio mental coach
Sveglia alle cinque, a piedi due ore per strada, fino alle sette. Nessun problema, noi africani siamo abituati a correre. Camminare non sarà mai un problema. Soprattutto se sei chiamato a inseguire i sogni.
SAMUEL ETO’O
Alessandro Vianello calcio mental coach Belluno Modena Milano Italia Europa
Calcio Mental Coach Samuel Eto’o
“.. E la preoccupazione più grande è stata quella di non baciare la maglia. Prima devi sudare, vincere, onorarla. Poi puoi pure baciarla e portartela a letto, ma quel diritto te lo devi essere guadagnato sul campo.” SAMUEL ETO’O
Samuel Eto’o racconta nella sua biografia il suo arrivo all’Inter e lo scambio di maglia con Zlatan Ibrahimovic che nel giorno della sua presentazione al Barcellona bacia la maglia. Due giocatori straordinari, molto diversi.
Alessandro Vianello calcio mental coach Belluno Modena Milano Italia Europa
Calcio Mental Coach Belluno Modena Milano Alessandro Vianello
Al calciatore che collabora con me offro tutto ciò che può servirgli per esprimersi al meglio dentro e fuori dal campo per un futuro di sicurezza, felicità e successo perché la vita è sempre tutta insieme.
A volte serve essere un Life Coach per sistemare le relazioni sentimentali, a volte serve essere uno Sport Coach che lavora solo sulla prestazione pura per dare il massimo in allenamento e in partita, a volte servono sessioni di Business Coaching per far fruttare gli investimenti del “calciatore azienda” dando tranquillità economica, a volte uno serve essere un Trainer di Comunicazione per preparare a gestire il rapporto con i Media, a volte serve essere il Formatore che migliora la comunicazione con i figli, a volte serve essere un Time Manager per aiutare a dare valore al tempo, a volte serve solo essere un uomo vero che c’è e che sa ascoltare.
Quindi prestazione, allenamenti, partite, carriera .. e anche relazioni con colleghi, staff, società, procuratore, pubblico, Media, famiglia, figli, amici .. e anche gestione del tempo, comunicazione, affari, investimenti, sponsor, formazione, gestione del fine carriera, nuovi ruoli nel calcio .. perché la vita è sempre tutta insieme.
Progetto THOUGHTS BECOME THINGS
SETTORE GIOVANILE
“Stay hungry. Stay foolish.” Steve Jobs
L’Academy del Chelsea ha individuato che il 95% dei giocatori tra i 16 e i 18 anni ha problemi legati all’aspetto mentale nel gioco: mancanza di coraggio nei contrasti aerei, incapacità di adattarsi a specifiche posizioni tattiche pur avendone le capacità, mancanza di convinzione in partite importanti, eccessivo nervosismo o eccessiva rilassatezza, etc.
Anche tra gli atleti evoluti ci sono tantissimi margini di miglioramento perché 9 su 10 hanno prestazioni inferiori al loro potenziale, con le conseguenze che tutti possiamo notare in termini di risultati economici e sportivi per i club che li hanno ingaggiati.
L’idea è di costruire, anche attraverso di me come Coach, la crescita umana e professionale dei giovani talenti espressi dal settore giovanile favorendone l’inserimento in prima squadra e consegnando loro gli strumenti necessari per vivere con gratitudine, equilibrio, consapevolezza ed entusiasmo gli onori e gli oneri del loro essere calciatori e prima ancora uomini.
Serenità, equilibrio, gratitudine possono fare la differenza per lo sviluppo armonioso della personalità e costituire l’eredità morale delle nuove generazioni.
PRIMA SQUADRA
“L’unica persona che sa se hai vinto o perso sei tu sotto la doccia. Se hai dato tutto hai vinto, se non hai dato tutto hai perso. Il tabellone è un’altra cosa.” John Wooden
Nella mia esperienza di Coach, lavorando con i calciatori professionisti che mi chiedono collaborazione per aumentare il loro rendimento in campo, ho notato che per portarli al risultato bisogna lavorare molto di più su quello che è fuori dal campo piuttosto che sulla prestazione pura.
Quindi poche sessioni specifiche di sport coaching, alcune di business coaching e molte, moltissime sessioni di life coaching per risolvere quelle situazioni che di fatto condizionano il rendimento sportivo ri-portando serenità, fiducia, sicurezza ed equilibrio nella vita di queste persone.
L’idea è di essere il Coach dei giocatori e delle loro famiglie per tutto quello che è importante per loro nella vita e che può migliorare di conseguenza le loro prestazioni sul campo e la loro attitudine a dare tutto.
L’attitudine a dare tutto è la principale risorsa per vincere.
STAFF TECNICO
“Noi vogliamo sapere, per andare dove vogliamo andare, per dove dobbiamo andare.” Totò, Peppino e la malafemmena
Tutti sanno che per trasformare i pensieri in cose e gli obiettivi in risultati è necessario scegliere il modo giusto per comunicare le proprie idee.
E dal momento che non si può non comunicare perché tutto è comunicazione, per valorizzare al massimo le proprie risorse e ottenere il meglio diventa determinante la costruzione del giusto packaging per i propri contenuti.
L’idea è di contribuire, anche attraverso il mio lavoro di Coach, a rendere eccellente la comunicazione dello staff verso i giocatori e al suo interno in modo che i messaggi del manager e dei vari assistenti tecnici arrivino così come li hanno mandati.
Migliorare la comunicazione interna significa migliorare le relazioni professionali indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi insieme, velocemente e divertendosi.
E per farlo penso sia importante allestire e mettere in forma anche l’ambiente fisico e gli spazi in cui vive la squadra, in casa e in trasferta, in modo da renderli sempre funzionali ai risultati desiderati e ai comportamenti che si vogliono vedere.
STAFF SANITARIO
“Mente e corpo sono un sistema: la parte più debole del sistema influenza il sistema stesso.” Alessandro Vianello
Purtroppo molto spesso, gli atleti reduci da un infortunio, impiegano molto tempo prima di tornare a giocare agli stessi livelli precedenti l’infortunio pur essendo clinicamente completamente guariti.
Si possono infatti creare inconsciamente e istantaneamente dei blocchi psicologici ed emozionali che rendono molto più lento e difficoltoso il ritorno alla massima forma e alla massima espressione di sé.
L’idea è di contribuire, attraverso il mio lavoro di Coach, ad eliminare tali blocchi psicologici velocemente (con un lavoro di mapping across), ossia ‘portando attraverso’ le giuste sensazioni e i giusti stati mentali, cancellando di fatto tutte le paure, le ancore negative e le scorie psicologiche che si sono prodotte come conseguenza del trauma.
Per una squadra, nel recupero di un atleta infortunato quello che fa la differenza non è il tempo per la perfetta guarigione clinica del giocatore bensì il tempo per il ritorno alla piena espressione del proprio potenziale agonistico.
ESPERIENZE
Calciatori professionisti stranieri ed italiani di A, di B, di Lega Pro e calciatori di Settore Giovanile.
FC Internazionale, AC Milan, US Sassuolo Calcio, F.C. Modena 1912, Monza-Brianza 1912, etc.
Alessandro Vianello Calcio Mental Coach Belluno Modena Milano Italia Europa
Mourinho Inter Milano coach empatia
“Lavorare con i disabili è stata un’esperienza incredibile perché tutto è psicologico là, tutto è affetto, tutto è emozione. Ti puoi preparare all’università per lavorare con loro, però poi quando arrivi lì, tutto è passione, cuore, è rapporto diretto, empatia.”
JOSE’ MOURINHO
L’allenatore del triplete dell’Inter di Milano racconta le esperienze che hanno contribuito a farlo diventare uno dei più grandi coach del mondo ..
“ Io ho lavorato con bambini con problemi motori e poi ho lavorato anche con bambini con problemi mentali, psicologici, e tutto è amore. Tu riesci a fare delle piccole cose che per loro sono delle grandi cose. Io ero molto giovane e nello stesso tempo in cui allenavo ragazzi di 14-15 anni, lavoravo nella scuola con questi bambini e bambine e per me questa è un’esperienza fantastica che dopo tu prendi per la vita e tante volte dico ai giocatori, quando loro non sono felici, che devono essere sempre felici e che ci sono tanti problemi nella vita e questi bambini ne sono un esempio. Un giocatore deve sfruttare la sua vita come giocatore che sono 10-15 anni e quindi deve essere felice tutti i giorni”.
Grazie Mou
Alessandro Vianello Mental Coach Belluno Modena Milano Italia Europa Mondo
Coach Alessandro Vianello Milano Modena Belluno Corriere delle Alpi
Lavorando come Coach in provincia di Milano, di Modena, di Belluno e in tutta Italia è sempre piacere quando ci si può fermare per un momento per raccontare le proprie esperienze e i successi dei propri clienti. Ecco la mia intervista al Corriere delle Alpi di Belluno del 12 dicembre 2010, firmata Michela Fregona.
VIANELLO, ALLENATORE DI CERVELLI
Lui dice: «Il cervello va allenato tanto quanto il fisico». E a me vengono in mente, in sequenza: Buddha, i monaci asceti e qualche maestro zen, nella sua imperturbabilità zen, in tenuta zen da manga giapponese. Invece no. Niente fontane di bambù, niente giardini di sabbia, zero carpe. La disciplina dell’allenamento mentale – Programmazione Neuro Linguistica – e le sue tecniche di applicazione – ovvero il coaching – viene tutta dal Nuovo Mondo, e da cinquant’anni, ormai, si esercita in declinazioni tra le più svariate. Alessandro Vianello, che dal 2005 lavora tra Belluno, Sassuolo, Perugia, Modena, Milano, e in un’altra manciata di città italiane, ha privilegiato la via dello sport. Che cos’è il coaching? «E’ un lavoro che mette in moto le risorse della persona: sfrutta la memoria delle sensazioni positive che vengono vissute. In pratica, per il cervello non c’è differenza tra quello che vive e la realtà. Ogni sensazione determina una traccia nervosa. E ogni traccia lascia memoria. Bisogna allenare il cervello a selezionare, nella prestazione, le memorie positive: le sensazioni del successo già vissuto, e ripeterle. Per questo è un allenamento: più ripeto, più facile è fare». Il primo risultato importante? «La vittoria nel Campionato Europeo di tennis giovanile: Giulio Mazzoli aveva 14 anni, quando l’ho conosciuto, ed era classificato duecentocinquantesimo su 500 tennisti. Per accedere al tabellone principale, è partito dalle qualificazioni. Alla fine ha vinto il torneo». Il suo palmares conta sette titoli in quattro sport diversi in tre anni: tutti campioni? «A dire il vero, ho lavorato sempre con persone che, per quanto promettenti, non avevano mai fatto grandi risultati. E questo, se possibile, mi dà ancora più soddisfazione». Chi si rivolge a un coach? «Nel caso di ragazzi giovani, spesso sono genitori che hanno sentito parlare di questa tecnica. Il lavoro che ho fatto più recentemente, ad esempio, è quello con Riccardo Michelini: un ragazzo poi che ha vinto il Campionato Italiano Match Play di golf under 18 ed è andato agli Europei con la nazionale. E’ stato suo padre a contattarmi: per il ragazzo, il golf era il suo sogno. Ma la famiglia non aveva possibilità economiche. Oggi Riccardo ha ricevuto una borsa di studio di 50.000 euro in Spagna è stato convocato in nazionale ed è andato agli Europei. Quello che ha fatto, lo ha raggiunto solo grazie ai suoi risultati». E’ proprio al golf che lei sta rivolgendo il suo lavoro, ultimamente. «Sì: attraverso Riccardo ho conosciuto Federico Bisazza, giocatore e maestro. Con lui abbiamo fondato Flow Golf Team: una collaborazione per portare i giocatori a esprimersi meglio attraverso il divertimento. Solo quando ti diverti veramente puoi esprimere il meglio di te». E poi c’è il coaching di gruppo… «Sì: una esperienza che mi ha accompagnato a fianco della squadra del volley femminile di Sassuolo nella promozione dalla serie A2 alla A1. E poi a Perugia, in A1, sono stato al servizio del capo allenatore Gianni Caprara, per amplificare l’unione della squadra e dello staff. Il tutto unito a un coaching individuale mirato alle prestazioni delle varie giocatrici. Una esperienza forte». Quale è la difficoltà che incontra più spesso? «Demolire le convinzioni limitanti. Le convinzioni sono sopra le capacità: se uno è convinto di non farcela, avrà delle prestazioni in linea con il suo convincimento. Perchè la prestazione sarà un evento emotivamente segnato». Un esempio? «Un caso che mi è capitato: un calciatore delle giovanili di Modena, in una partita, andando a colpire di testa aveva dato una capocciata e si era fatto male. Da quel momento in poi non ha più voluto, nei contrasti, colpire di testa: per uno alto un metro e ottantacinque, ovviamente, risultava una limitazione grossissima. Come avere una Ferrari e andare in prima: in pratica era guarito fisicamente, ma il suo cervello conservava la memoria del trauma, e lo bloccava per la paura di farsi male. Abbiamo fatto un lavoro di ristrutturazione: oggi è già stato opzionato da alcune squadre professionistiche». Ma il coaching è una moda? «Credo che non ci sia nulla di nuovo nel coaching e nella Pnl: hanno solo trovato dei modelli e degli schemi che possono essere applicati da tante persone». Non c’è un rischio etico? «Intendiamoci: il coaching non è la psicologia. Non ci sono domande sul perchè. E’ un processo generativo: parti dai risultati, dài risposte su come fare, sulla prestazione. Oggi esistono molte persone che fanno questo lavoro, in tutto il mondo. In Italia ci si sta muovendo con un po’ di ritardo, ma altrove il preparatore delle menti, per gli atleti, è una figura che non ha nulla di nuovo». Non riesco a trattenermi: chissà cosa sarebbe stato di quel rigore di Baggio, ai Mondiali, con un coach dietro.
Vianello, allenatore di cervelli .. sul sito del Corriere delle Alpi
IL LABORATORIO ITINERANTE PER I BAMBINI
il progetto prima a Belluno, ora è a Sassuolo
Il numero zero lo ha fatto in aprile, a Belluno. Poi il Comune di Sassuolo gli ha commissionato il bis, e l’adesione ha superato di gran lunga le aspettative. E, l’anno prossimo, si torna a replicare. E’ così che “Per i nostri figli” è diventato un vero e proprio laboratorio itinerante. Scopo del gioco: comunicare con i piccini (e i meno piccini) senza finire nelle macerie emotive lasciate in eredità, in ciascuno di noi, dalle generazioni precedenti. «L’idea – racconta Alessandro Vianello – mi è nata quando sono diventato padre io stesso e ho cominciato a comunicare con mio figlio Riccardo. Ho seguito un corso adulti-bambini legato ad applicazioni del lavoro di coach, e ho iniziato a riflettere, così come possiamo fare tutti, sulla maniera in cui siamo stati educati. Su quello che siamo e sulle rappresentazioni che ci vengono indotte di noi stessi: fare differenza tra identità e comportamenti, di un bambino o di un ragazzo, è fondamentale». La parola chiave, secondo il coach, è tranquillizzare. «Se i bambini sono tranquilli, il loro processo di crescita è più veloce: stanno meglio. E, di conseguenza, stiamo meglio anche noi. Il bambino si sente visto sempre. Sembra una sciocchezza, ma le parole sono veramente importanti; quanti di noi, quando portavano a casa i voti, si sentivano chiedere: e gli altri, come sono andati? La nostra identità c’è sempre stata, a prescindere dai compagni di classe, eppure…». Anche nel rapporto con i figli, il laboratorio invita al divertimento: «E’ proprio una questione chimica – conclude Alessandro Vianello – quando ci divertiamo secerniamo dei succhi che favoriscono il lavoro delle sinapsi; per questo arriviamo più velocemente alle soluzioni: il divertimento è un neurofacilitatore. Non bisogna dimenticare che ogni lavoro sull’identità dà una risposta di tipo emozionale: quando si comunica facendo coincidere quello che il bambino ha fatto e quello che il bambino è (con la classica frase “Sei cattivo”, per esempio) si lavora proprio al contrario. E al bambino viene voglia di scappare. O di attirare ancora di più l’attenzione su di sé. In un caso che ho seguito, per esempio, la situazione era paralizzante: il padre e la madre erano costretti a restare a scuola quando il figlio era in classe perchè, se si allontanavano, lo prendevano delle crisi di panico. Era una dinamica di comunicazione che non permetteva uscita». (mi.fr.)
Il laboratorio itinerante per i bambini .. sul sito del Corriere delle Alpi
UNA TESI IN SCENOGRAFIA SUL CENTRO GIOVANI
Architetto. Anzi: coach. Il primo passo di Alessandro Vianello nel mondo del coaching parte da molto lontano: con la laurea in Architettura all’Università di Venezia, nel 2000. «Una tesi in sceneggiatura – racconta – su come l’ambiente condiziona i comportamenti, seguendo più di un anno di vita del Centro Giovani di Borgo Pra e costruendone un filmato. Non me ne sono reso conto subito, ma c’era già molto del mio lavoro, in quegli studi: oggi so che si ottengono grandi risultati quando si lavora sull’ambiente, sulle relazioni e sulla prestazione». Al coaching vero e proprio Alessandro Vianello si avvicina nel 2004, all’interno di un corso di abilitazione di III grado per allenare squadre: «Ho iniziato a studiare e a seguire corsi fino a diventare Licensed Npl Coach a livello internazionale e italiano con Richard Bandler, il co-inventore della Programmazione Neuro Linguistica». (mi.fr.)
Una tesi in scenografia sul centro giovani .. sul sito del Corriere delle Alpi
Alessandro Vianello Mental Coach Belluno Modena Milano Italia Europa Mondo.
Samuel Eto’o leone africano coach Milano
“Vivo in Europa ma dormo in Africa”
SAMUEL ETO’O
Un grandissimo giocatore di calcio dell’Inter di Milano che con l’esempio ci fa da Coach.
Alessandro Vianello Mental Coach Belluno Modena Milano Italia Europa Mondo.

