Coach Alessandro Vianello contagio emotivo sorriso
Nel loro eccellente libro Il contagio emotivo, gli psicologi Elaine Hatfield e John Cacioppo e lo storico Richard Rapson sostengono che la mimica è uno dei mezzi con i quali ci contagiamo reciprocamente le emozioni. In altre parole, se io sorrido, voi mi vedete e sorridete in risposta, anche se faccio solo un microsorriso che non dura più di alcuni millesimi di secondo; non si tratta solo del fatto che mi state imitando o state enfatizzando il mio gesto: può essere persino un modo in cui io trasmetto a voi la mia felicità.
L’emozione è contagiosa. Questo, in un certo senso, è assolutmente intuitivo. Tutti noi abbiamo sperimentato che ci si sente meglio se si sta vicino a qualcuno di buonumore. Se ci pensate bene, però, si tratta di un’idea che ha implicazioni radicali.
Normalmente pensiamo all’espressione del nostro volto come al riflesso di uno stato interiore. Mi sento felice quindi sorrido; mi sento triste, quindi sono accigliato. L’emozione muove dall’interno all’esterno.
Il contagio emotivo, però, suggerisce che è vero anche il contrario. Se riesco a farvi sorridere, riesco a farvi felici, se posso farvi aggrottare la fronte, posso rendervi tristi. L’emozione in questo senso, muove dall’esterno all’interno.
MALCOLM GLADWELL, Il punto critico, Rizzoli, Milano, 2000, pag 100
Buon divertimento ![]()
Alessandro Vianello Mental Coach Milano Belluno Modena Italia Europa
Coach Alessandro Vianello Milano Modena Belluno il Veses
Lavorando come Coach in provincia di Milano, di Modena, di Belluno e in tutta Italia è sempre piacere quando ci si può fermare per un momento per raccontare le proprie esperienze e i successi dei propri clienti. Ecco la trascrizione dell’intervista sul Coaching alla rivista “il Veses“, finestre sulla Val Belluna, all’interno del numero di maggio 2011, realizzata in occasione del laboratorio di comunicazione Per i nostri figli (Sedico – BL), firmata Lucia De Bona & Silvia Pierobon.
INTERVISTA A VIANELLO
Un coach per imparare a comunicare e relazionarsi con gli altri
Il Palazzo dei Servizi di Sedico ha ospitato, i primi due lunedì di aprile, un laboratorio di comunicazione tenuto dal coach Alessandro Vianello, esperto di coaching, leadership, team and staff building, gestione del cambiamento, programmazione neuro-linguistica, comunicazione adulto-bambino.
Quanti titoli! Puoi spiegarci in concreto in cosa consiste il tuo lavoro?
Il mio lavoro consiste nel trasformare obiettivi in risultati, cosa che può essere applicata alle persone comuni, alle aziende o agli sportivi che hanno un proprio obiettivo da raggiungere. Il cuore della mia attività è il coaching. “Coach” in inglese è la vettura, quindi un coach è la persona che ti aiuta ad arrivare dove vuoi, guidandoti e il suo lavoro è favorire dei processi che sono già in atto e renderli più veloci, suggerendo delle strade per arrivare al risultato. Per me lacosa più importante del coaching è stabilire un’alleanza con la persona o con il gruppo di persone con cui lavora; si tratta di creare un rapporto di fiducia dove il passo principale è stimarsi, una delle condizioni base per percorrere un viaggio insieme. Il coach è un viaggiatore che va dove ci sono dei progetti da portare avanti, per questo bisogna essere molto flessibili nel mio lavoro.
Tu hai una laurea in architettura, ma ti occupi di comunicazione: come sono collegate le due cose e cosa ti ha portato a scegliere questo percorso dopo gli studi?
Non ho avuto subito le idee chiare su cosa volevo fare, nella mia vita ho sempre seguito l’istinto, la parte passionale. Mi sono diplomato in ragioneria, mi sono laureato in architettura, ho fatto l’allenatore di pallavolo e poi sono approdato al coaching. Come dice Steve Jobs, creatore di Apple, “non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirvi guardandovi indietro. Così dovete avere fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire.” Quindi sto scoprendo solo adesso, che ho quasi 40 anni, di aver fatto un percorso in realtà molto coerente.
Per quanto riguarda il collegamento tra architettura e comunicazione, la mia tesi di laurea partiva proprio dal presupposto che l’architettura fisica e costruita, insieme a tutto ciò che è comunicazione visiva o ambientale, determina poi i comportamenti delle persone. A questi risultati sono arrivato dopo un periodo di gestione di un centro giovani, osservando come gli allestimenti a livello spaziale provocano cambiamenti nelle risposte emozionali e comportamentali dei ragazzi.
Una delle cose in cui credo di più è che per realizzare grandi risultati sia importante lavorare bene su tre aspetti: l’ambiente, che è il contesto fisico in cui agisco, le relazioni con le persone che entrano in relazione con me e la prestazione, cioè il saper svolgere bene il proprio ruolo.
È cambiata la tua vita da quando sei coach?
Tantissimo! Sono cambiate le mie risposte emozionali perché lavorando a stretto contatto con le persone hai l’opportunità di dare un contributo importante alla loro vita. È una grande soddisfazione sul piano umano vederle raggiungere quello che desiderano, si crea qualcosa di magico che dura per sempre.
Quali sono gli obiettivi che ti poni nel coaching?
Raggiungere gli obiettivi della persona che mi sceglie e nel farlo penso sia fondamentale l’approccio, che deve essere di divertimento e partecipazione attiva.
Quando lavori con una persona ti poni di raggiungere il suo obiettivo in un tempo prestabilito?
Proprio perché l’obiettivo è posto dalla persona questa determina anche i tempi per raggiungerlo. Ci sono degli obiettivi a cui si può arrivare in tempi relativamente brevi e ce ne sono altri a media-lunga scadenza, per il cui ottenimento si può impiegare anche un anno o più. Il coaching è un processo generativo, c’è bisogno di cominciare un percorso e poi di alimentarlo; una singola sessione non è coaching, anche se può essere molto utile perché può dare delle risposte di cui la persona ha bisogno.
Che tipi di cambiamenti innescano i tuoi insegnamenti in chi ti segue?
Cambiamenti a livello d’identità, cioè di quello che le persone sono o pensano di essere. I grandi risultati avvengono sempre con un salto di qualità a livello di autostima e di consapevolezza di se stessi.
Perché è così importante la comunicazione?
Perché ti permette di scambiare con gli altri e, nel momento in cui riesci a costruire un ponte comunicativo con le persone, riesci a godere di quello che possono darti e riesci tu a dare a loro tantissimo, quindi comunicare è un presupposto per crescere insieme. La comunicazione è tutto perché tutto è comunicazione. È impossibile non comunicare, quindi è importante cercare di mettere i contenuti che si vogliono trasmettere in una forma che raggiunga il destinatario. La responsabilità della comunicazione sta in chi comunica e non in chi riceve il messaggio.
Noi possiamo testimoniare che il tuo corso a Sedico è stato seguitissimo! È semplice curiosità o è proprio un bisogno delle persone di imparare a relazionarsi meglio?
Credo che sia un bisogno vitale e come tale vada soddisfatto e gestito. Una persona isolata, non in relazione con gli altri, è molto più esposta ad un pericolo di sofferenza.
Una difficoltà comunicativa tra i ragazzi e i loro genitori e insegnanti è sempre esistita. L’alta frequenza dei tuoi corsi è sinonimo che questo problema si è esasperato o è semplicemente indicativa di una maggior presa di coscienza da parte degli adulti?
Rispetto al passato genitori ed insegnanti sono più consapevoli dell’importanza di comunicare efficacemente con i ragazzi. Non è che il problema si sia accentuato, è che si sono moltiplicate le opportunità e fra le tante c’è anche quella di scoprire come mettersi in gioco a livello relazionale con i ragazzi per migliorare i rapporti con loro. In un’epoca in cui i cambiamenti sono molto veloci lo scarto generazionale si percepisce di più. È come se l’adulto fosse sempre un po’ in ritardo rispetto ad un mondo giovanile che meglio si adegua alle innovazioni tecnologiche e ai mutamenti sociali. Ecco probabilmente perché nasce il bisogno di migliorare il nostro modo di comunicare con i giovani.
Sappiamo che è difficile concentrare le tue lezioni in poche righe, ma puoi dare qualche consiglio pratico ai nostri lettori su come migliorare la loro efficacia comunicativa?
La prima cosa che mi viene in mente è che c’è una strada per arrivare a tutti, si tratto solo di avere la voglia di cercarla e quindi di metterla in pratica. In secondo luogo suggerirei di prendersi la responsabilità della ricerca di questa strada, senza metterla in mano agli altri, perché è l’unico sistema che ci permette di trovarla consapevolmente, entrando in sintonia con l’interlocutore. Infine, avere la voglia di essere i primi a cambiare se si vuol riuscire a cambiare gli altri.
Ti proponiamo di lasciarci con una citazione che secondo te condensa più efficacemente quello che tu proponi di trasmettere nel coaching…
“be the change you want to see in the world” è una citazione di Gandhi che significa: sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.
per scaricare la versione integrale dell’intervista in pdf clicca sotto
http://dl.dropbox.com/u/21695912/ilVeses.pdf
Il Coaching nel Calcio
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1 su 8.000 serie A calcio mental coach
Morandi cantava 1 su 1.000 ce la fa .. ma per i giovani calciatori che sognano di diventare dei campioni i numeri sono ben altri.
Secondo le statistiche della Federazione Italiana Gioco Calcio, infatti, soltanto 1 calciatore su 8.000 diventa un calciatore di serie A. Per tutti gli altri 7.999 ci può essere la serie B, la lega Pro, il calcio nei dilettanti o soltanto il ricordo di un bellissimo momento di vita nel calcio giovanile.
Alessandro Vianello calcio mental coach Belluno Modena Milano Italia Europa
Samuel Eto’o Inter Milano calcio mental coach
Sveglia alle cinque, a piedi due ore per strada, fino alle sette. Nessun problema, noi africani siamo abituati a correre. Camminare non sarà mai un problema. Soprattutto se sei chiamato a inseguire i sogni.
SAMUEL ETO’O
Alessandro Vianello calcio mental coach Belluno Modena Milano Italia Europa
Calcio Mental Coach Belluno Modena Milano Alessandro Vianello
Al calciatore che collabora con me offro tutto ciò che può servirgli per esprimersi al meglio dentro e fuori dal campo per un futuro di sicurezza, felicità e successo perché la vita è sempre tutta insieme.
A volte serve essere un Life Coach per sistemare le relazioni sentimentali, a volte serve essere uno Sport Coach che lavora solo sulla prestazione pura per dare il massimo in allenamento e in partita, a volte servono sessioni di Business Coaching per far fruttare gli investimenti del “calciatore azienda” dando tranquillità economica, a volte uno serve essere un Trainer di Comunicazione per preparare a gestire il rapporto con i Media, a volte serve essere il Formatore che migliora la comunicazione con i figli, a volte serve essere un Time Manager per aiutare a dare valore al tempo, a volte serve solo essere un uomo vero che c’è e che sa ascoltare.
Quindi prestazione, allenamenti, partite, carriera .. e anche relazioni con colleghi, staff, società, procuratore, pubblico, Media, famiglia, figli, amici .. e anche gestione del tempo, comunicazione, affari, investimenti, sponsor, formazione, gestione del fine carriera, nuovi ruoli nel calcio .. perché la vita è sempre tutta insieme.
Progetto THOUGHTS BECOME THINGS
SETTORE GIOVANILE
“Stay hungry. Stay foolish.” Steve Jobs
L’Academy del Chelsea ha individuato che il 95% dei giocatori tra i 16 e i 18 anni ha problemi legati all’aspetto mentale nel gioco: mancanza di coraggio nei contrasti aerei, incapacità di adattarsi a specifiche posizioni tattiche pur avendone le capacità, mancanza di convinzione in partite importanti, eccessivo nervosismo o eccessiva rilassatezza, etc.
Anche tra gli atleti evoluti ci sono tantissimi margini di miglioramento perché 9 su 10 hanno prestazioni inferiori al loro potenziale, con le conseguenze che tutti possiamo notare in termini di risultati economici e sportivi per i club che li hanno ingaggiati.
L’idea è di costruire, anche attraverso di me come Coach, la crescita umana e professionale dei giovani talenti espressi dal settore giovanile favorendone l’inserimento in prima squadra e consegnando loro gli strumenti necessari per vivere con gratitudine, equilibrio, consapevolezza ed entusiasmo gli onori e gli oneri del loro essere calciatori e prima ancora uomini.
Serenità, equilibrio, gratitudine possono fare la differenza per lo sviluppo armonioso della personalità e costituire l’eredità morale delle nuove generazioni.
PRIMA SQUADRA
“L’unica persona che sa se hai vinto o perso sei tu sotto la doccia. Se hai dato tutto hai vinto, se non hai dato tutto hai perso. Il tabellone è un’altra cosa.” John Wooden
Nella mia esperienza di Coach, lavorando con i calciatori professionisti che mi chiedono collaborazione per aumentare il loro rendimento in campo, ho notato che per portarli al risultato bisogna lavorare molto di più su quello che è fuori dal campo piuttosto che sulla prestazione pura.
Quindi poche sessioni specifiche di sport coaching, alcune di business coaching e molte, moltissime sessioni di life coaching per risolvere quelle situazioni che di fatto condizionano il rendimento sportivo ri-portando serenità, fiducia, sicurezza ed equilibrio nella vita di queste persone.
L’idea è di essere il Coach dei giocatori e delle loro famiglie per tutto quello che è importante per loro nella vita e che può migliorare di conseguenza le loro prestazioni sul campo e la loro attitudine a dare tutto.
L’attitudine a dare tutto è la principale risorsa per vincere.
STAFF TECNICO
“Noi vogliamo sapere, per andare dove vogliamo andare, per dove dobbiamo andare.” Totò, Peppino e la malafemmena
Tutti sanno che per trasformare i pensieri in cose e gli obiettivi in risultati è necessario scegliere il modo giusto per comunicare le proprie idee.
E dal momento che non si può non comunicare perché tutto è comunicazione, per valorizzare al massimo le proprie risorse e ottenere il meglio diventa determinante la costruzione del giusto packaging per i propri contenuti.
L’idea è di contribuire, anche attraverso il mio lavoro di Coach, a rendere eccellente la comunicazione dello staff verso i giocatori e al suo interno in modo che i messaggi del manager e dei vari assistenti tecnici arrivino così come li hanno mandati.
Migliorare la comunicazione interna significa migliorare le relazioni professionali indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi insieme, velocemente e divertendosi.
E per farlo penso sia importante allestire e mettere in forma anche l’ambiente fisico e gli spazi in cui vive la squadra, in casa e in trasferta, in modo da renderli sempre funzionali ai risultati desiderati e ai comportamenti che si vogliono vedere.
STAFF SANITARIO
“Mente e corpo sono un sistema: la parte più debole del sistema influenza il sistema stesso.” Alessandro Vianello
Purtroppo molto spesso, gli atleti reduci da un infortunio, impiegano molto tempo prima di tornare a giocare agli stessi livelli precedenti l’infortunio pur essendo clinicamente completamente guariti.
Si possono infatti creare inconsciamente e istantaneamente dei blocchi psicologici ed emozionali che rendono molto più lento e difficoltoso il ritorno alla massima forma e alla massima espressione di sé.
L’idea è di contribuire, attraverso il mio lavoro di Coach, ad eliminare tali blocchi psicologici velocemente (con un lavoro di mapping across), ossia ‘portando attraverso’ le giuste sensazioni e i giusti stati mentali, cancellando di fatto tutte le paure, le ancore negative e le scorie psicologiche che si sono prodotte come conseguenza del trauma.
Per una squadra, nel recupero di un atleta infortunato quello che fa la differenza non è il tempo per la perfetta guarigione clinica del giocatore bensì il tempo per il ritorno alla piena espressione del proprio potenziale agonistico.
ESPERIENZE
Calciatori professionisti stranieri ed italiani di A, di B, di Lega Pro e calciatori di Settore Giovanile.
FC Internazionale, AC Milan, US Sassuolo Calcio, F.C. Modena 1912, Monza-Brianza 1912, etc.
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Mourinho Inter Milano coach autostima
“A me non piace tanto guidare, però mi piace tanto stare da solo in macchina. In quel viaggio pensavo che mi aspettava una vita completamente nuova, che ero preparato, andavo per vincere e potevo fare la differenza. Avevo una convinzione e un’autostima assolutamente altissima ed ero molto preparato.” JOSE’ MOURINHO
L’allenatore del triplete dell’Inter di Milano racconta le esperienze che hanno contribuito a farlo diventare uno dei più grandi coach del mondo ..
Grazie Mou
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A
Mourinho Inter Milano coach empatia
“Lavorare con i disabili è stata un’esperienza incredibile perché tutto è psicologico là, tutto è affetto, tutto è emozione. Ti puoi preparare all’università per lavorare con loro, però poi quando arrivi lì, tutto è passione, cuore, è rapporto diretto, empatia.”
JOSE’ MOURINHO
L’allenatore del triplete dell’Inter di Milano racconta le esperienze che hanno contribuito a farlo diventare uno dei più grandi coach del mondo ..
“ Io ho lavorato con bambini con problemi motori e poi ho lavorato anche con bambini con problemi mentali, psicologici, e tutto è amore. Tu riesci a fare delle piccole cose che per loro sono delle grandi cose. Io ero molto giovane e nello stesso tempo in cui allenavo ragazzi di 14-15 anni, lavoravo nella scuola con questi bambini e bambine e per me questa è un’esperienza fantastica che dopo tu prendi per la vita e tante volte dico ai giocatori, quando loro non sono felici, che devono essere sempre felici e che ci sono tanti problemi nella vita e questi bambini ne sono un esempio. Un giocatore deve sfruttare la sua vita come giocatore che sono 10-15 anni e quindi deve essere felice tutti i giorni”.
Grazie Mou
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Top Sport Modena Coach Flow Golf Team
Bellissima festa dello sport il 25 gennaio 2011 al teatro Storchi di Modena dove sono stati consegnati i premi Top Sport Modena 2010 nel gran galà presentato da Melita Toniolo. Tantissimi gli sportivi premiati tra cui:
Cecilia Camellini (atleta non vedente pluri-campionessa del mondo); Ciro Ferrara (Ct della nazionale italiana U21); Massimo Rivola (direttore sportivo della Scuderia Ferrari Formula 1); Andrea Bertolini (campione del mondo nel campionato Fia Gt1 con la Maserati MC12 del Vitaphone Racing Team, insieme al pilota Michael Bartels); Maurizio Leschiutta (Direttore Tecnico Maserati); Andrea Montermini (vincitore del campionato italiano GT 2010 classe GT2 su Ferrari 430 GTC, insieme al pilota Emanuele Moncini); Giancarlo Lenzotti (vincitore del campionato Clio Cup Italia 2010); GS Panini (Squadra che celebra il 40º anno dalla vittoria del primo scudetto Panini); Nazionale Cantanti e Giuseppe Povia; Liu Jo (squadra di pallavolo femminile promossa in serie A1); Donelli Modena Rugby (squadra promossa in serie A); Nicola Benedetti (campione italiano senior di pentathlon moderno, in forza al G.S. Forestale); Modena Baseball e Claudio Vecchi (coach della nazionale italiana di baseball con la quale ha vinto il campionato europeo e bronzo alla coppa intercontinentale); Polizia Municipale (Ramona Bacchiega: campionessa italiana Aspmi di tiro a segno carabina C10. Patrizia Boccedi: campionessa italiana Aspmi nella specialità 50mt. delfino); Alice Fiocchi del Geesinks Team (1ª classificata ai campionati italiani di judo U23); Cus Modena (Marco Montorsi: 1º classificato ai campionati italiani universitari di atletica leggera spec. 5000mt. Alice Fiocchi: 1ª classificata ai campionati italiani universitari spec. judo); Modena Nuoto; polisportive e associazioni sportive del modenese;
e soprattutto ..
Riccardo Michelini (Campione italiano di golf cat. ragazzi match play) e Federico Bisazza (allenatore della nazionale maschile di golf) del Modena Golf & Country Club con cui ho il piacere di collaborare come Sport Mental Coach nel Flow Golf Team.
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Jaffa Coach
Dopo aver festeggiato il capodanno con la mia famiglia questa notte ho sognato una cosa bella. Mentre dormivo ho sognato un’azione unilaterale di pace da parte di Israele verso la Palestina festeggiata regalando arance a tutti i paesi vicini.
E poi, una volta sveglio, con la memoria delle arance del sogno, mi sono chiesto:
quali azioni unilaterali di segno positivo posso fare anch’io adesso?
verso chi posso tendere io per primo le mie mani per costruire un mondo migliore?
Mi sono dato molte risposte e adesso quello che conta è agire!
Buon Anno a tutti
Alessandro Vianello Mental Coach Belluno Modena Milano Italia Europa Mondo.
Michel Petrucciani coach
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