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giu 1, 2010
Ale
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La squadra

“La fiducia l’allenatore se la conquista con l’atteggiamento, non con le parole.”
MARCELLO LIPPI, La squadra, Rizzoli, Milano, 2006, pag. 47

feb 1, 2010
Ale
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Sono le azioni che contano

“Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformate in azioni.

MAHATMA GANDHI

Come sostiene un mio grande amico .. valuta le persone per quello che fanno
e poi per la corrispondenza con quello che hanno detto.

dic 1, 2009
Ale

Una storia vera di uomini veri

“E se il signor Ouimet vincerà domani sarà perché è migliore, per quello che è adesso. Non per chi era suo padre, non per il denaro che ha, ma soltanto per quello che è.”
WALT DISNEY PRODUCTION, Il più bel gioco della nostra vita, Usa 2005, il campione professionista Harry Vardon

In ogni vita nascono quei momenti rivelatori dei nostri valori, in cui si può realmente conoscere il nostro livello di lealtà e di fedeltà verso i nostri compagni di viaggio, i nostri collaboratori, i nostri soci in affari.

In questi momenti le sirene suonano nel modo più seducente possibile la loro musica per confonderci e per indurci in tentazione, facendoci percepire un immediato vantaggio il cui prezzo è però il sacrificio dei valori più alti e delle relazioni più nobili.

In questi momenti ci giochiamo la nostra credibilità e il nostro futuro, un qualcosa che nella mia esperienza è direttamente proporzionale al nostro livello di lealtà e di fedeltà verso la parola data implicitamente o esplicitamente e la nostra missione e i valori con i quali viviamo.

Per il dilettante Francis Ouimet, incredibilmente in finale agli U.S. Open, questo momento arriva quando il presidente del Club, prima delle buche decisive, si avvicina a lui esortandolo a sostituire uno degli artefici del suo successo: il suo caddie Eddie, un bambino con il dono di credere per vedere animato solo da una profonda e sincera passione.

L’intento del presidente del Country Club è di salvaguardare l’etichetta e, sotto le mentite spoglie di un nobile gesto d’aiuto, di destabilizzare il ragazzino di umili origini Francis proprio per impedirgli il successo e il conseguente clamore che avrebbe potuto generare in un ambiente conservatore ed elitario come era quello del golf, riservato ai ricchi e ai nobili.

“Giovanotto, ne stavamo giusto parlando. I soci del club ritengono che oggi avrai bisogno di aiuto.” (dice il Presidente a Francis)

Che tipo di aiuto?” (risponde Francis)

“Secondo il regolamento il caddie è la sola persona che possa darti consigli. Una persona che conosca veramente bene il nostro campo.” (riprende il Presidente)

“Eddie sta facendo un ottimo lavoro.” (ribatte Francis)

“Oh, per l’amor del Cielo, Ouimet, questi sono gli USA Open, non un campionato per dilettanti.” (incalza il presidente)

“L’ha detto ad Eddie prima di parlare con me?” (indaga Francis)

“Non si può ragionare con un bambino così. Faremo una colletta e lo ricompenseremo generosamente, per quanto so la sua famiglia ne ha bisogno.” (insiste il Presidente)

“Non glielo permettere Francis, ti prego!” (interviene Eddie piangendo)

”Ehi, ehi, ehi, sicuro? Sai che non posso pagarti.” (gli risponde Francis)

“Non lo farei neanche per 10 dollari, neanche per 100.” (replica Eddie)

“Credevi che ti avrei sostituito?” (chiede Francis)

“Mi hanno detto che volevi farlo…” (confessa Eddie svelando il disonesto sotterfugio)

“Non ha importanza, non conta, tu e io siamo una squadra. Non spetta a loro decidere, chiaro? Ci vediamo fuori.” (lo rassicura Francis)

E mentre Eddie the Caddie esce fiero e felice con la sua sacca, Francis si rivolge al Presidente del Club chiudendo così la vicenda: “Non parlate mai più con il mio Caddie!”

Come in tutte le storie che ci incoraggiano a sognare Francis vince (1913 American hero), e vince grazie all’aiuto di Eddie, così quando viene portato in trionfo dalla folla festante rivolge il suo primo pensiero all’amico bambino che ha contribuito a realizzare il suo sogno di bambino: vincere gli U.S. Open nel campo in cui lavora da inserviente.

“Passate il cappello per Eddie .. Passate il cappello per Eddie ..” e così, invece di farsi egoisticamente ‘bello”, ringrazia nei fatti il suo amico raccogliendo i soldi per la sua famiglia indigente.

Questo è il primo vero guadagno di Eddie Lowery, che diventerà nella vita un multi-milionario proprio grazie alla sua attitudine a vivere le proprie passioni e i propri valori mettendoli davanti al profitto.

Francis Ouimet diventerà invece un grande uomo d’affari e  l’ambasciatore più ammirato del gioco del golf.

E comunque, Francis ed Eddie rimasero amici per tutta la vita.

nov 7, 2009
Ale
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La mia vita intera

“Quando la macchina mi dà l’immagine che io voglio, potrei benissimo buttarla via, perché non ho nessun amore per il mezzo meccanico; questo anche se amo la mia macchina e so che, quando si romperà definitivamente, smetterò di fotografare. Sono sicuro che finirà così, perché io sono nato con lei e con lei voglio consumare quest’idea di una vita fuori dai soliti binari; quando mi accorgerò che la macchina si è rotta vorrà dire che si è rotto qualcosa in me.
Quindi, insomma, di tecnica non conosco niente. Io so che accade qualche cosa davanti ai miei occhi e qualcosa dentro di me, e non so come fermarla. So che mi hanno dato questa macchina fra le mani, con lei posso fermare questo qualcosa in un’immagine. Perché è così facile fotografare! Non c’è niente di difficile, basta non chiedersi troppe cose”.
MARIO GIACOMELLI, LA MIA VITA INTERA, a cura di Simona Guerra, Bruno Mondadori, 2008, pag 41

Uno dei più importanti fotografi italiani, Mario Giacomelli, racconta una cosa per me molto importante: la tecnica non è il fine ultimo, fotografare, raccontare, questo è il motivo che spinge a prendere la macchina fotografica.

In un’epoca pervasa dai gadget, dagli optional che nessuno usa, dal possedere mezzi e strumenti potenti,  la poetica del gesto, dello sguardo, dell’emozione sta svanendo, passa in secondo piano sostituita dalle infinite possibilità offerte dalla tecnologia.

E’ per questo che oltre alla mia macchina digitale, sto acquistando vecchi pezzi della memoria, polaroid prodotte negli anni della mia nascita, scatole geniali che limitano le nostre possibilità tecniche ma fanno riemergere la forza dello sguardo, dell’inventare una storia attraverso le immagini.

Buoni scatti
Alberto

(i miei piedi nel mondo)

ott 27, 2009
Ale
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Orson Wells

“La tecnica? Non mi faccia ridere! Nel cinema, come in qualsiasi mestiere, la tecnica s’impara in quattro giorni. Difficile, invece, è come servirsene per fare dell’arte. Per questo occorrono anni …”
ORSON WELLS, Claudio M. Valentinetti, Editrice il castoro, Milano, 1993, pag 13

Ti adoro Orson e non finirò mai di ringraziarti per l’Otello! .. “io recito sempre la parte di capi, di persone che hanno qualcosa di smisurato: io devo essere sempre bigger then life, più grande della natura.”

Ti adoro Orson perché vivevi con grande consapevolezza il tuo dono, il tuo corpo e la tua personalità. “Non so perché ma i miei film sono tutti, in gran parte, una ricerca fisica.”   E infatti le Desdemona diventavano tutte tue amanti.

Ti adoro Orson perché vivevi smisuratamente l’amore anche nella vita dando una visione  alla passione che per sua natura è commozione, un’emozione totalizzante che può essere messa in forma e gestita con l’arte.

L’arte di migliorarsi, di crescere, di divertirsi ricercando l’eccellenza anche nel lavoro dove spesso, invece, mettiamo le nostre attenzioni sulla tecnica dimenticando che c’è un qualcosa di molto più importante a monte dell’uomo del monte.

Nel mio lavoro tutto questo si chiama attitudine, intesa come il modo di porsi verso gli altri, verso la vita e verso l’universo. Ed è ciò che fa la differenza.

Conoscere alla perfezione una tecnica per cambiare un comportamento e non avere la giusta attitudine è come comprare una Ferrari e andarci sempre in giro in prima. Impensabile per Orson!!!

Buon viaggio

Alessandro Vianello

Si ottengono i migliori risultati quando si lavora bene sull'ambiente, sulle relazioni e sulla prestazione.

Passioni di coach

Lo Sport, le Piccole e Medie Imprese, la Comunicazione adulto-bambino, i Clown Dottori.

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