Virginia De Martin Campione Italiana Cross Country
Virginia De Martin ha vinto i campionati italiani 5 Km TC sulle nevi di Schilpario sabato 21 gennaio 2012.
Dopo l’ottimo Tour de Ski concluso come migliore delle italiane al 17esimo posto assoluto, l’atleta bellunese della Forestale si conferma in grande ascesa.
Grande Virginia, siamo tutti con te
Alessandro Vianello Mental Coach Belluno Modena Milano Italia Europa Mondo
Tanti auguri amore mio
Riccardo Vianello compie oggi 4 anni!!!
Tanti auguri amore mio per il tuo quarto compleanno!!!
Sei il più bel dono che ho ricevuto nella mia vita,
grazie di esistere, sei unico, sei prezioso e sei visto!!!
Ti voglio un mondo di bene,
papà Ale
Coach Alessandro Vianello Milano Modena Belluno Corriere delle Alpi
Lavorando come Coach in provincia di Milano, di Modena, di Belluno e in tutta Italia è sempre piacere quando ci si può fermare per un momento per raccontare le proprie esperienze e i successi dei propri clienti. Ecco la mia intervista al Corriere delle Alpi di Belluno del 12 dicembre 2010, firmata Michela Fregona.
VIANELLO, ALLENATORE DI CERVELLI
Lui dice: «Il cervello va allenato tanto quanto il fisico». E a me vengono in mente, in sequenza: Buddha, i monaci asceti e qualche maestro zen, nella sua imperturbabilità zen, in tenuta zen da manga giapponese. Invece no. Niente fontane di bambù, niente giardini di sabbia, zero carpe. La disciplina dell’allenamento mentale – Programmazione Neuro Linguistica – e le sue tecniche di applicazione – ovvero il coaching – viene tutta dal Nuovo Mondo, e da cinquant’anni, ormai, si esercita in declinazioni tra le più svariate. Alessandro Vianello, che dal 2005 lavora tra Belluno, Sassuolo, Perugia, Modena, Milano, e in un’altra manciata di città italiane, ha privilegiato la via dello sport. Che cos’è il coaching? «E’ un lavoro che mette in moto le risorse della persona: sfrutta la memoria delle sensazioni positive che vengono vissute. In pratica, per il cervello non c’è differenza tra quello che vive e la realtà. Ogni sensazione determina una traccia nervosa. E ogni traccia lascia memoria. Bisogna allenare il cervello a selezionare, nella prestazione, le memorie positive: le sensazioni del successo già vissuto, e ripeterle. Per questo è un allenamento: più ripeto, più facile è fare». Il primo risultato importante? «La vittoria nel Campionato Europeo di tennis giovanile: Giulio Mazzoli aveva 14 anni, quando l’ho conosciuto, ed era classificato duecentocinquantesimo su 500 tennisti. Per accedere al tabellone principale, è partito dalle qualificazioni. Alla fine ha vinto il torneo». Il suo palmares conta sette titoli in quattro sport diversi in tre anni: tutti campioni? «A dire il vero, ho lavorato sempre con persone che, per quanto promettenti, non avevano mai fatto grandi risultati. E questo, se possibile, mi dà ancora più soddisfazione». Chi si rivolge a un coach? «Nel caso di ragazzi giovani, spesso sono genitori che hanno sentito parlare di questa tecnica. Il lavoro che ho fatto più recentemente, ad esempio, è quello con Riccardo Michelini: un ragazzo poi che ha vinto il Campionato Italiano Match Play di golf under 18 ed è andato agli Europei con la nazionale. E’ stato suo padre a contattarmi: per il ragazzo, il golf era il suo sogno. Ma la famiglia non aveva possibilità economiche. Oggi Riccardo ha ricevuto una borsa di studio di 50.000 euro in Spagna è stato convocato in nazionale ed è andato agli Europei. Quello che ha fatto, lo ha raggiunto solo grazie ai suoi risultati». E’ proprio al golf che lei sta rivolgendo il suo lavoro, ultimamente. «Sì: attraverso Riccardo ho conosciuto Federico Bisazza, giocatore e maestro. Con lui abbiamo fondato Flow Golf Team: una collaborazione per portare i giocatori a esprimersi meglio attraverso il divertimento. Solo quando ti diverti veramente puoi esprimere il meglio di te». E poi c’è il coaching di gruppo… «Sì: una esperienza che mi ha accompagnato a fianco della squadra del volley femminile di Sassuolo nella promozione dalla serie A2 alla A1. E poi a Perugia, in A1, sono stato al servizio del capo allenatore Gianni Caprara, per amplificare l’unione della squadra e dello staff. Il tutto unito a un coaching individuale mirato alle prestazioni delle varie giocatrici. Una esperienza forte». Quale è la difficoltà che incontra più spesso? «Demolire le convinzioni limitanti. Le convinzioni sono sopra le capacità: se uno è convinto di non farcela, avrà delle prestazioni in linea con il suo convincimento. Perchè la prestazione sarà un evento emotivamente segnato». Un esempio? «Un caso che mi è capitato: un calciatore delle giovanili di Modena, in una partita, andando a colpire di testa aveva dato una capocciata e si era fatto male. Da quel momento in poi non ha più voluto, nei contrasti, colpire di testa: per uno alto un metro e ottantacinque, ovviamente, risultava una limitazione grossissima. Come avere una Ferrari e andare in prima: in pratica era guarito fisicamente, ma il suo cervello conservava la memoria del trauma, e lo bloccava per la paura di farsi male. Abbiamo fatto un lavoro di ristrutturazione: oggi è già stato opzionato da alcune squadre professionistiche». Ma il coaching è una moda? «Credo che non ci sia nulla di nuovo nel coaching e nella Pnl: hanno solo trovato dei modelli e degli schemi che possono essere applicati da tante persone». Non c’è un rischio etico? «Intendiamoci: il coaching non è la psicologia. Non ci sono domande sul perchè. E’ un processo generativo: parti dai risultati, dài risposte su come fare, sulla prestazione. Oggi esistono molte persone che fanno questo lavoro, in tutto il mondo. In Italia ci si sta muovendo con un po’ di ritardo, ma altrove il preparatore delle menti, per gli atleti, è una figura che non ha nulla di nuovo». Non riesco a trattenermi: chissà cosa sarebbe stato di quel rigore di Baggio, ai Mondiali, con un coach dietro.
Vianello, allenatore di cervelli .. sul sito del Corriere delle Alpi
IL LABORATORIO ITINERANTE PER I BAMBINI
il progetto prima a Belluno, ora è a Sassuolo
Il numero zero lo ha fatto in aprile, a Belluno. Poi il Comune di Sassuolo gli ha commissionato il bis, e l’adesione ha superato di gran lunga le aspettative. E, l’anno prossimo, si torna a replicare. E’ così che “Per i nostri figli” è diventato un vero e proprio laboratorio itinerante. Scopo del gioco: comunicare con i piccini (e i meno piccini) senza finire nelle macerie emotive lasciate in eredità, in ciascuno di noi, dalle generazioni precedenti. «L’idea – racconta Alessandro Vianello – mi è nata quando sono diventato padre io stesso e ho cominciato a comunicare con mio figlio Riccardo. Ho seguito un corso adulti-bambini legato ad applicazioni del lavoro di coach, e ho iniziato a riflettere, così come possiamo fare tutti, sulla maniera in cui siamo stati educati. Su quello che siamo e sulle rappresentazioni che ci vengono indotte di noi stessi: fare differenza tra identità e comportamenti, di un bambino o di un ragazzo, è fondamentale». La parola chiave, secondo il coach, è tranquillizzare. «Se i bambini sono tranquilli, il loro processo di crescita è più veloce: stanno meglio. E, di conseguenza, stiamo meglio anche noi. Il bambino si sente visto sempre. Sembra una sciocchezza, ma le parole sono veramente importanti; quanti di noi, quando portavano a casa i voti, si sentivano chiedere: e gli altri, come sono andati? La nostra identità c’è sempre stata, a prescindere dai compagni di classe, eppure…». Anche nel rapporto con i figli, il laboratorio invita al divertimento: «E’ proprio una questione chimica – conclude Alessandro Vianello – quando ci divertiamo secerniamo dei succhi che favoriscono il lavoro delle sinapsi; per questo arriviamo più velocemente alle soluzioni: il divertimento è un neurofacilitatore. Non bisogna dimenticare che ogni lavoro sull’identità dà una risposta di tipo emozionale: quando si comunica facendo coincidere quello che il bambino ha fatto e quello che il bambino è (con la classica frase “Sei cattivo”, per esempio) si lavora proprio al contrario. E al bambino viene voglia di scappare. O di attirare ancora di più l’attenzione su di sé. In un caso che ho seguito, per esempio, la situazione era paralizzante: il padre e la madre erano costretti a restare a scuola quando il figlio era in classe perchè, se si allontanavano, lo prendevano delle crisi di panico. Era una dinamica di comunicazione che non permetteva uscita». (mi.fr.)
Il laboratorio itinerante per i bambini .. sul sito del Corriere delle Alpi
UNA TESI IN SCENOGRAFIA SUL CENTRO GIOVANI
Architetto. Anzi: coach. Il primo passo di Alessandro Vianello nel mondo del coaching parte da molto lontano: con la laurea in Architettura all’Università di Venezia, nel 2000. «Una tesi in sceneggiatura – racconta – su come l’ambiente condiziona i comportamenti, seguendo più di un anno di vita del Centro Giovani di Borgo Pra e costruendone un filmato. Non me ne sono reso conto subito, ma c’era già molto del mio lavoro, in quegli studi: oggi so che si ottengono grandi risultati quando si lavora sull’ambiente, sulle relazioni e sulla prestazione». Al coaching vero e proprio Alessandro Vianello si avvicina nel 2004, all’interno di un corso di abilitazione di III grado per allenare squadre: «Ho iniziato a studiare e a seguire corsi fino a diventare Licensed Npl Coach a livello internazionale e italiano con Richard Bandler, il co-inventore della Programmazione Neuro Linguistica». (mi.fr.)
Una tesi in scenografia sul centro giovani .. sul sito del Corriere delle Alpi
Alessandro Vianello Mental Coach Belluno Modena Milano Italia Europa Mondo.
Mi è sparito il Coach (da Belluno)
Il 1 dicembre 2010 vengo a scoprire dal Gazzettino di Belluno, grazie alle segnalazioni di amici e clienti, che nella città dove sono nato e sono tutt’ora residente, Belluno, professionalmente NON esisto.
Per i Gazzettino esiste infatti un solo primo ed unico coach in tutta la provincia di Belluno che non sono io …
Eppure per l’Agenzia delle Entrate la mia è una ditta individuale (Vianello Alessandro) con sede a Belluno in via Giampiccoli, 74 – p.i. 01021210255 – numero attribuitomi il 28/7/2005 e quest’estate ho festeggiato i miei primi 5 anni di Coach con sede a Belluno.
Eppure per Google digitando: coach belluno , coaching belluno , pnl belluno – al primo posto tra i link non a pagamento c’è sempre e solo un certo Alessandro Vianello ..
Eppure a Belluno ho avuto il piacere e l’onore di collaborare con imprenditori bellunesi come Alberto Bogo (Drop design), Martina Gennari (Meemu), Sandra Sacchet (CityGym) e ho tenuto il 25 aprile scorso un laboratorio di comunicazione intitolato PER I NOSTRI FIGLI, come migliorare la nostra comunicazione per migliorare la loro vita.
Qualche feedback in merito:
MARTINA GENNARI, start up MEEMU
“.. esiste veramente il paese delle meraviglie!”

Alecoach mi ha fatto letteralmente mollare gli ormeggi, prendere il vento in poppa e partire per un meraviglioso viaggio. Un viaggio che avrei sempre voluto affrontare ma non riuscivo a capire come fare e dove andare. Grazie ad Alecoach ho sempre in mente dove voglio arrivare e come voglio arrivarci. Mi ha tirato fuori un’energia che probabilmente ho sempre avuto dentro di me ma che non sapevo minimamente sfruttare. Ho creduto in Ale da subito, sono una persona molto istintiva che ama migliorare e mettersi in gioco. La prima sessione di Coach è stata incredibile: come aprire una vecchia pesante porta e scoprire che lì dietro esiste veramente il paese delle meraviglie! Io sono una creativa, ho un’agenzia di comunicazione e design e ho sempre lavorato come graphic designer. Grazie ad Ale ora sono diventata un’abile commerciale, una vera scommessa per un creativo che, generalmente, preferisce stare dietro le quinte. Un’altra straordinaria conquista è la velocità con cui prendo qualsiasi decisione aziendale. Diciamo che sono diventata molto coraggiosa e determinata. Il mio percorso con Ale è finalizzato ad obiettivi “business”, ma in realtà mi ha migliorato la vita. Tutta questa energia positiva sta coinvolgendo a cascata tutti quelli che mi stanno attorno, quindi anche la mia meravigliosa famiglia è in viaggio con me.
Pensare in grande e realizzare i sogni: grazie coach!!!
SANDRA SACCHET, business coaching CITY GYM
“.. il mondo è quello che vuoi tu.”

Il lavoro con Alessandro ti mette di fronte a una visione del mondo diversa. E’ stato come un risveglio d’idee, d’immagini, speranze, sensazioni. E’ stato un mettere in pratica intuizioni che solo percepivo lontanamente e che da sola non riuscivo a vedere con forza e decisione. E’ stato parlare un linguaggio emozionante, sentire che si può andare oltre a quello che “succede”, è vivere con emozione. Alessandro mi ha insegnato che ” IL MONDO E’ QUELLO CHE VUOI TU.” Questa è l’affermazione che ha dato una svolta alla mia vita e che mi dà l’energia per andare sempre avanti con passione nelle cose che faccio, e non solo nel lavoro. Il risultato è stato raggiunto !!!
Grazie Ale anche per tutti i tuoi feedback: strumenti preziosi che sto utilizzando con cura e attenzione.
Un abbraccio ! Tutto il meglio … come dici tu…!
PER I NOSTRI FIGLI, Belluno 25 aprile 2010, testimonianze dei partecipanti:
MICHELA CONIGLIELLO di Belluno
“.. qualcosa di più di un semplice laboratorio di comunicazione ..”
grazie!
perché è stata l’esperienza adatta a me,
perché non c’è stata troppa teoria,
perché mi hai dato la giusta dose di elementi di osservazione e riflessione,
perché i messaggi sono stati chiari, efficaci, coinvolgenti e l’ultimo anche sorprendente,
perché ho imparato,
perché ho identificato un grosso punto debole su cui lavorare,
perché mi è piaciuto condividere il laboratorio proprio con quelle persone,
perché il tempo è volato senza che me ne accorgessi,
perché, tornata a casa, è stato facile trasferire a Enrico quello che ho vissuto.
sintetizzerei il tutto dicendo che il valore della persona e il rispetto di questo valore sono il presupposto e il fine ultimo del nostro agire, da qui possiamo creare una serie di positivi effetti a catena su noi stessi, gli altri, le relazioni, l’ambiente. Diciamo che i tuoi suggerimenti sono stimoli per ricordarcelo, metterlo in pratica e vivere bene con noi stessi e con gli altri.
Insomma direi qualcosa in più di un semplice laboratorio di comunicazione…
PAOLA POGGI di Belluno
“.. di certo vale la pena tentare e ritentare ..”
Mi sono divertita moltissimo, non mi sono mai annoiata e l’attenzione è rimasta catturata e costante per tutto il tempo.
Mi sono bevuta (nel senso di assimilare velocemente e attentamente) le informazioni che ci hai dato. Ho scoperto di avere sbagliato alcune cose con i miei figli e di averne indovinate altre.. e di questo sono molto contenta. Per gli errori fatti poco c’è da fare se non cercare di evitare di farli nuovamente ed esercitarsi nell’applicazione di un modo più ‘illuminato’ di comunicare.
Non dico sia facile, ma di certo vale la pena tentare e ritentare…finché non riesce =). Rimangono i complimenti per il tuo entusiasmo e la capacità che hai di trasmetterlo agli altri.
Grazie per gli strumenti che mi hai dato da portare a casa e per gli spunti di riflessione.
OLIVIER NAIDA di Belluno
“.. per vedere il mondo nel modo giusto, per amarlo e farlo amare ..”
..
Eppure collaboro con calciatori, tennisti, atleti professionisti e con grandissimi allenatori di livello internazionale nella pallavolo, nel tennis, nell’atletica leggera e nel golf (Flow Golf Team).
Eppure come Sport Coach ho già un bel palmarès, 7 titoli in meno di 5 anni in 4 sport diversi:
1 Campionato di Europa Junior Tennis
2 Promozioni in A1 nel Volley
1 Campionato Italiano Atletica Leggera
1 Maratona Femminile Atletica Leggera
1 Campionato del Mondo Senior Tennis
1 Campionato Italiano Ragazzi Match Play Golf
Misteri del giornalismo provinciale ..
ricordando Pieralberto Za
In questo sito, dentro la pagina BLOG APERTO PER CASO alla pagina APERTO PER PIER puoi leggere le aperture dedicate a Pieralberto Za.
la storia di Pieralberto e Federica Za sulla Gazzetta del Sud Africa
in memoria di Pieralberto Za sulla Gazzetta del Sud Africa
Se ti fa piacere partecipare inviami un’e-mail con oggetto Pieralberto con:
1. la citazione, la frase, il frammento estratto da un libro, da un film oppure più semplicemente tuo, che spiega e arricchisce il tuo pensiero (con indicata la fonte per una sua tracciabilità: titolo, autore, produttore/editore, data, pag.)
2. il tuo ricordo, la tua testimonianza, il tuo aneddoto lungo quanto vuoi di Pier (con la tua firma)
Sarà mia pubblicarla tra le altre.

