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ago 27, 2010
Ale

David Zard il meglio coach Milano

“Il meglio esiste e noi lo pubblicizziamo.
Tutto si può trasformare in bello e in emozioni, e noi ci proviamo.”

DAVID ZARD

Un grandissimo personaggio che vive per far vivere il bello e le emozioni.

Alessandro Vianello Mental Coach Belluno Modena Milano Italia Europa Mondo.

giu 27, 2010
Ale
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Da cosa nasce cosa

“Noi siamo un racing Team con piattaforma business.”
GERARD LOPEZ
Renault F1

Ho investito 3 milioni su Skype e l’ho rivenduta a 3,2 miliardi, quello che si chiama un buon investimento, come un buon investimento si sta rivelando la F1 che oggi è audience, sport, soldi.
In ogni gara che facciamo abbiamo una decina di incontri per progetti .. Tutto nasce da quello che mi ha insegnato mio padre: la passione per le auto, per il calcio e per il lavorare duro e onestamente.

mag 27, 2010
Ale
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Divertimento e .. risultati

“Io voglio fare le cose divertendomi. Il che significa che voglio vincere divertendomi. In quel caso può riuscirmi tutto.”
VALENTINO ROSSI, Pensa se non ci avessi provato, Mondadori, Milano, 2005, pag. 60

apr 27, 2010
Ale
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Buon compleanno

Al regalo più bello che ho ricevuto nella vita.

mar 27, 2010
Ale

Fernando .. Pessoa

Segui la tua sorte,
annaffia le tue piante,
ama le tue rose.
Il resto è l’ombra
d’alberi stranieri.

La realtà
è sempre di più o di meno
di quello che vogliamo.
Solo noi siamo sempre
uguali a noi stessi.

Dolce è vivere solo.
Grande e nobile è sempre
vivere con semplicità.
Lascia il dolore sulle are
come offerta agli dei.

Guarda la vita da lontano,
e non interrogarla mai.
Nulla essa può
dirti. La risposta
è al di là degli dei.

Ma serenamente
imita l’Olimpo
nel segreto del tuo cuore.
Gli dèi sono dèi
perché non si pensano. 

FERNANDO PESSOA, L’enigma e le maschere, Mondadori, Cles (TN), 1996, pag. 30-31

feb 27, 2010
Ale

OpportunaMente Win-ston!

winston1000

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un pessimista vede la difficoltà in ogni opportunità;
un ottimista vede l’opportunità in ogni difficoltà.

Winston Churchill

Dedicato a Win-ston  AleCoach :-)

gen 27, 2010
Ale
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Certe volte

“Certe volte ho paura, paura di non incontrare mai qualcuno con cui tutto sarà bello. Qualcuno che voglia dalla vita tutto ciò che può dare.”
GIORGIO SQUINZI

dic 27, 2009
Ale
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Pittura fotografia film

“Nondimeno a me sembra assolutamente necessario collaborare alla configurazione del proprio tempo con mezzi attuali.”
LASZLO MOHOLY-NAGY, Pittura fotografia film, Einaudi, Torino, 1987, pag 8

Cosa ho trovato, ragazzi! Che fortuna, dopo questa possiamo chiudere! Ciao e grazie, la musica è finita, gli amici se ne vanno, che inutile serata amore mio …

E’ stato bello ragazzi ma tutto finisce prima o poi, solo l’amore è per sempre. Mamma butta la pasta ho l’oliva nel Martini.

Grazie Laszlo per il tuo nome e per avermi fatto capire quanto sia cambiato il mondo con la rottura del patto mimetico nell’arte, perché una mela non è più solo una mela. Apple ringrazia. Steve Jobs pure.

Tutto può essere trasformato, trasportato e traslato, se non fuori almeno dentro ciascuno di noi, nella nostra testa: e il coaching è questo, è prendere una risorsa, amplificarla ed utilizzarla dove ti serve.

Quante volte i miei clienti mi chiedono coaching per una cosa specifica e poi scopro che lo utilizzano con straordinario successo anche in un’altra cosa.

C’è chi mi ha chiesto ufficialmente coaching per guadagnare di più e poi ha utilizzato quelle risorse/conoscenze/abilità per sedurre la donna della sua vita.

Magico, ha tutta la mia stima: anche questo è il bello del mio lavoro.

nov 27, 2009
Ale
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Carpe diem

“Non importa cosa vi dicono, le parole e le idee possono cambiare il mondo.”
L’ATTIMO FUGGENTE, di Peter Weir, Touchstone Pictures, USA 1989, prof. Keating

Vivi il presente! Questa è la prima cosa che mi viene in mente quando penso a Pier.

Raccontare di Pier è come raccontare della vita, da qualsiasi parte cominci ci sei dentro e puoi continuare a meravigliarti come fosse il tuo primo giorno.

La mia apertura riguarda un periodo che abbiamo vissuto insieme ad Oslo, in Norvegia, quando da studenti universitari di architettura dello I.U.A.V. vivemmo il programma Erasmus o come dicevamo noi “Orgasmus“. Fu un momento splendido in cui ci divertimmo alla grande e ne combinammo veramente di tutti i colori.

Correva l’anno 1994, quello delle Olimpiadi di Lillehammer, l’anno più freddo della storia norvegese da 100 anni a quella parte. Come dimenticare il -19° politico imposto dal CIO per far svolgere regolarmente le gare di fondo in cui gli sciatori arrivavano al traguardo (se arrivavano) congelati dal -30° e dovevano essere poi subito rianimati da medici e infermieri?! Brrrr … rabbrividiamo.

Ricordo che con la mitica Opel Kadett diesel station bianca di Pier con cui attraversammo d’un fiato l’Europa a 150 km/ora fissi per arrivare in Norway (dove fummo accolti dalla più grande e lunga nevicata della nostra vita, 4 giorni consecutivi di neve senza interruzione), entravamo e uscivamo dalle porte telepass di Oslo senza mai pagare perché la macchina era completamente ricoperta di neve e ghiaccio e le targhe erano illeggibili. Hihihi …

Penso che ci abbiano scattato almeno 40 foto fino alla primavera e ricordo che un giorno, mentre facevamo i taxisti abusivi per guadagnare qualche soldo (questo meriterebbe un articolo a parte ma ci tengo a rimanere incensurato …), ci fermò la polizia. Pier mi guardò e mi disse: “Ale, stavolta è finita, ci mettono dentro, ce le fanno pagare tutte!” Ricordo ancora adesso l’adrenalina di quel momento … indimenticabile!

Fortunatamente, quando Pier tirò giù il finestrino, scoprimmo che era solo un normalissimo controllo con inserito un piccolo avvertimento della serie … sappiamo chi siete e cosa state facendo … alla prossima sono guai … Ricordo le urla di gioia dentro la macchina quando la polizia se ne andò e come ci abbracciammo per averla scampata: “Viva la libertà, viva l’Italia, viva la …” gridavamo come degli imbecilli … bellissimo.

E quando eravamo affamati e un po’ disperati andavamo in uno straordinario ristorante tailandese nel centro di Oslo (che vi consiglio se esiste ancora) che avevamo trovato casualmente girando per la città in macchina e dove, magicamente, si mangiava benissimo e a prezzo fisso: a quel tempo 23 corone, circa 20 euro di adesso.

Ricordo l’emozione e il divertimento della prima volta in cui scendemmo le scale ed entrammo in questa magnifica arca di Noè gastronomica dove i clienti venivano accolti con grandissima gentilezza, stile e classe per assicurarsi anche che non approfittassero del prezzo fisso. Cosa che noi non facemmo per niente … eheheh …

C’era infatti in atto un sottile gioco psicologico tra il cuoco, un gigante di 150 kg che ti cucinava in diretta il cibo che gli portavi su una piastra centrale, e i famelici clienti del ristorante. Alla seconda volta che ti riempivi il piatto e glielo portavi per fartelo cucinare ti guardava con tanta gentilezza ma in un modo che esprimeva a livello non verbale questo semplice concetto: “non farlo mai più! Adesso basta!”.

Noi, per il solo fatto di avere un pochino la faccia di bronzo, ricordo che digiunavamo le 24 ore precedenti, solo per gustarci al massimo questo momento fantastico con una cena che iniziava alle 19,30 e terminava alla chiusura del locale. Ahahah …

Diventammo presto dei clienti abituali ed affezionati del tailandese, con buona pace dei proprietari e del nostro amico cuoco. Ricordo le loro facce … indimenticabili … quando scendevamo le scale a digiuno da un giorno ma con un emblematico sorriso stampato in volto.

Una di queste volte, successe un cosa che contribuì a creare un legame emozionale fortissimo fra noi e quel luogo. Oltre a mangiare benissimo, c’era anche un ambiente di classe caratterizzato da una sorta di fiumiciattolo che scorreva tra i tavoli in cui nuotavano delle splendide e pregiatissime carpe.

Mentre eravamo “allegri” per essere lì e soprattutto per il fatto che anche il vino e la birra erano a libera disposizione dei clienti (che posto fantastico!), Pier fece cadere, con una prodezza degna di Fantozzi, la sua forchetta dentro il fiume, suscitando il disappunto degli altri clienti che notarono la cosa. E come non notarla …

Ricordo che comiciammo a ridere come si ha la fortuna di ridere poche volte nella vita, come le volte in cui non puoi ridere liberamente per non farti scoprire. A pensarci mi viene ancora male alla pancia …

Poi, come nei film, illuminato dal suo amore per la vita, Pier si tolse il maglione, si arrotolò con calma tutta la manica della camicia, infilò il braccio nell’acqua e ridendo disse: “Carpe diem!”

Vivi il presente!

Grazie Pier


ott 27, 2009
Ale
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Orson Wells

“La tecnica? Non mi faccia ridere! Nel cinema, come in qualsiasi mestiere, la tecnica s’impara in quattro giorni. Difficile, invece, è come servirsene per fare dell’arte. Per questo occorrono anni …”
ORSON WELLS, Claudio M. Valentinetti, Editrice il castoro, Milano, 1993, pag 13

Ti adoro Orson e non finirò mai di ringraziarti per l’Otello! .. “io recito sempre la parte di capi, di persone che hanno qualcosa di smisurato: io devo essere sempre bigger then life, più grande della natura.”

Ti adoro Orson perché vivevi con grande consapevolezza il tuo dono, il tuo corpo e la tua personalità. “Non so perché ma i miei film sono tutti, in gran parte, una ricerca fisica.”   E infatti le Desdemona diventavano tutte tue amanti.

Ti adoro Orson perché vivevi smisuratamente l’amore anche nella vita dando una visione  alla passione che per sua natura è commozione, un’emozione totalizzante che può essere messa in forma e gestita con l’arte.

L’arte di migliorarsi, di crescere, di divertirsi ricercando l’eccellenza anche nel lavoro dove spesso, invece, mettiamo le nostre attenzioni sulla tecnica dimenticando che c’è un qualcosa di molto più importante a monte dell’uomo del monte.

Nel mio lavoro tutto questo si chiama attitudine, intesa come il modo di porsi verso gli altri, verso la vita e verso l’universo. Ed è ciò che fa la differenza.

Conoscere alla perfezione una tecnica per cambiare un comportamento e non avere la giusta attitudine è come comprare una Ferrari e andarci sempre in giro in prima. Impensabile per Orson!!!

Buon viaggio

Pagine:«1234»

Alessandro Vianello

Si ottengono i migliori risultati quando si lavora bene sull'ambiente, sulle relazioni e sulla prestazione.

Passioni di coach

Lo Sport, le Piccole e Medie Imprese, la Comunicazione adulto-bambino, i Clown Dottori.

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