APERTO PER PIER
Le “aperture” dedicate a Pieralberto Za
CARPE DIEM di Alessandro Vianello
“Non importa cosa vi dicono, le parole e le idee possono cambiare il mondo.”
L’ATTIMO FUGGENTE, di Peter Weir, Touchstone Pictures, USA 1989, prof. Keating
Vivi il presente! Questa è la prima cosa che mi viene in mente quando penso a Pier.
Raccontare di Pier è come raccontare della vita, da qualsiasi parte cominci ci sei dentro e puoi continuare a meravigliarti come fosse il tuo primo giorno.
La mia apertura riguarda un periodo che abbiamo vissuto insieme ad Oslo, in Norvegia, quando da studenti universitari di architettura dello I.U.A.V. vivemmo il programma Erasmus o come dicevamo noi “Orgasmus“. Fu un momento splendido in cui ci divertimmo alla grande e ne combinammo veramente di tutti i colori.
Correva l’anno 1994, quello delle Olimpiadi di Lillehammer, l’anno più freddo della storia norvegese da 100 anni a quella parte. Come dimenticare il -19° politico imposto dal CIO per far svolgere regolarmente le gare di fondo in cui gli sciatori arrivavano al traguardo (se arrivavano) congelati dal -30° e dovevano essere poi subito rianimati da medici e infermieri?! Brrrr … rabbrividiamo.
Ricordo che con la mitica Opel Kadett diesel station bianca di Pier con cui attraversammo d’un fiato l’Europa a 150 km/ora fissi per arrivare in Norway (dove fummo accolti dalla più grande e lunga nevicata della nostra vita, 4 giorni consecutivi di neve senza interruzione), entravamo e uscivamo dalle porte telepass di Oslo senza mai pagare perché la macchina era completamente ricoperta di neve e ghiaccio e le targhe erano illeggibili. Hihihi …
Penso che ci abbiano scattato almeno 40 foto fino alla primavera e ricordo che un giorno, mentre facevamo i taxisti abusivi per guadagnare qualche soldo (questo meriterebbe un articolo a parte ma ci tengo a rimanere incensurato …), ci fermò la polizia. Pier mi guardò e mi disse: “Ale, stavolta è finita, ci mettono dentro, ce le fanno pagare tutte!” Ricordo ancora adesso l’adrenalina di quel momento … indimenticabile!
Fortunatamente, quando Pier tirò giù il finestrino, scoprimmo che era solo un normalissimo controllo con inserito un piccolo avvertimento della serie … sappiamo chi siete e cosa state facendo … alla prossima sono guai … Ricordo le urla di gioia dentro la macchina quando la polizia se ne andò e come ci abbracciammo per averla scampata: “Viva la libertà, viva l’Italia, viva la …” gridavamo come degli imbecilli … bellissimo.
E quando eravamo affamati e un po’ disperati andavamo in uno straordinario ristorante tailandese nel centro di Oslo (che vi consiglio se esiste ancora) che avevamo trovato casualmente girando per la città in macchina e dove, magicamente, si mangiava benissimo e a prezzo fisso: a quel tempo 23 corone, circa 20 euro di adesso.
Ricordo l’emozione e il divertimento della prima volta in cui scendemmo le scale ed entrammo in questa magnifica arca di Noè gastronomica dove i clienti venivano accolti con grandissima gentilezza, stile e classe per assicurarsi anche che non approfittassero del prezzo fisso. Cosa che noi non facemmo per niente … eheheh …
C’era infatti in atto un sottile gioco psicologico tra il cuoco, un gigante di 150 kg che ti cucinava in diretta il cibo che gli portavi su una piastra centrale, e i famelici clienti del ristorante. Alla seconda volta che ti riempivi il piatto e glielo portavi per fartelo cucinare ti guardava con tanta gentilezza ma in un modo che esprimeva a livello non verbale questo semplice concetto: “non farlo mai più! Adesso basta!”.
Noi, per il solo fatto di avere un pochino la faccia di bronzo, ricordo che digiunavamo le 24 ore precedenti, solo per gustarci al massimo questo momento fantastico con una cena che iniziava alle 19,30 e terminava alla chiusura del locale. Ahahah …
Diventammo presto dei clienti abituali ed affezionati del tailandese, con buona pace dei proprietari e del nostro amico cuoco. Ricordo le loro facce … indimenticabili … quando scendevamo le scale a digiuno da un giorno ma con un emblematico sorriso stampato in volto.
Una di queste volte, successe un cosa che contribuì a creare un legame emozionale fortissimo fra noi e quel luogo. Oltre a mangiare benissimo, c’era anche un ambiente di classe caratterizzato da una sorta di fiumiciattolo che scorreva tra i tavoli in cui nuotavano delle splendide e pregiatissime carpe.
Mentre eravamo “allegri” per essere lì e soprattutto per il fatto che anche il vino e la birra erano a libera disposizione dei clienti (che posto fantastico!), Pier fece cadere, con una prodezza degna di Fantozzi, la sua forchetta dentro il fiume, suscitando il disappunto degli altri clienti che notarono la cosa. E come non notarla …
Ricordo che comiciammo a ridere come si ha la fortuna di ridere poche volte nella vita, come le volte in cui non puoi ridere liberamente per non farti scoprire. A pensarci mi viene ancora male alla pancia …
Poi, come nei film, illuminato dal suo amore per la vita, Pier si tolse il maglione, si arrotolò con calma tutta la manica della camicia, infilò il braccio nell’acqua e ridendo disse: “Carpe diem!“
Vivi il presente! Grazie Pier
I HAVE NOT GONE! di Federica Za
You think I have gone,
that I am dead and life has lost its will!
Look around, I am right here,
living with you still.
I watch your tears, I feel your pain,
I see the things that you do.
I weep as well, each time you cry,
my soul, it lives within you.
It gives such joy to hear you laugh,
to do the things you do.
When you smile, going through the days,
I smile along with you.
For we are still one, just you and me,
one wind, one soul, one being.
Walking forward through this life
but only you are seen.
In the stillness of the night,
when the pain really starts,
stretch out a little with your mind,
draw me close to your heart.
I am always right there,
always by your side.
For you have been, all the days of my life
My joy… my pride… my love… my life.
I HAVE NOT GONE!, Daniela Johst, 2007
Come mi ha detto Alessandro in occasione di questa apertura, non e’ facile scrivere di Pier “perché è come scrivere della vita e da qualsiasi parte cominci ci sei sempre dentro e ti sembra sempre di non dire abbastanza”.
E questo perché Pier era vita: la sua gioia; la sua energia; l’amore per la sua famiglia, i suoi adorati figli; la passione per il suo lavoro, la sua inesauribile voglia di crescere, di migliorarsi, di mettersi in discussione; la sua cocciutaggine e caparbietà che non lo facevano mai mollare, qualunque ostacolo si trovasse davanti, grande o piccolo.
Ed e’ forse proprio tutta questa vita che aveva dentro il motivo per cui Pier si e’ spento cosi presto: mia cognata Anna dice che e’ stato una meteora, una di quelle figure uniche ed eccezionali che vivono cosi’ intensamente e fanno esperienza in breve tempo di quanto la maggior parte delle persone non hanno la fortuna di provare nel corso di una vita normale ed ordinaria.
Questo e molto di più era il mio Pier, colui che mi ha regalato più di quanto avessi mai potuto desiderare e meritare…
NASCOSTO NELLA STANZA ACCANTO di Anna Za
“Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.”
LA MORTE NON È NIENTE, Henry Scott Holland (1847-1917) canonico della cattedrale di St. Paul di Londra
Per me, come per molti che ti hanno conosciuto ed hanno condiviso con te una parte della loro vita, pensare che tu “Beio” non ci sia più è molto difficile. Preferisco pensare che tu sia “nascosto nella stanza accanto” anche se poi realizzo subito quello che veramente è successo e mi rimane tanta rabbia. Sono comunque molto orgogliosa di averti come fratello, peccato che non te lo ho mai detto!
Vorrei poterti abbracciare e tenerti per mano ancora una volta come in questa foto da piccoli e dirti che sono orgogliosa di te e che ti voglio tanto bene. Baci
DEATH IS NOTHING AT ALL. IT DOES NOT COUNT.
“I have only slipped away into the next room. Nothing has happened. Everything remains exactly as it was. I am I, and you are you, and the old life that we lived so fondly together is untouched, unchanged. Whatever we were to each other, that we are still. Call me by the old familiar name. Speak of me in the easy way which you always used. Put no difference into your tone. Wear no forced air of solemnity or sorrow. Laugh as we always laughed at the little jokes that we enjoyed together. Play, smile, think of me, pray for me. Let my name be ever the household word that it always was. Let it be spoken without an effort, without the ghost of a shadow upon it. Life means all that it ever meant. It is the same as it ever was. There is absolute and unbroken continuity. What is this death but a negligible accident? Why should I be out of mind because I am out of sight? I am but waiting for you, for an interval, somewhere very near, just around the corner. All is well. Nothing is hurt; nothing is lost. One brief moment and all will be as it was before. How we shall laugh at the trouble of parting when we meet again!”
Henry Scott Holland
QUELLA FESTA ALL’AMBASCIATA di Veronica Clama
Salve, sono Veronica. Ho vissuto a Cape Town per 8 mesi l’anno scorso.. da gennaio ad agosto 2008.. ho lavorato per Soluzioni nella veste di ”architetto” a fianco a Pier.
Stavo cercando nei file di quel periodo delle immagini da potervi inviare e mi sono imbattuta nei video di quando si andava al lavoro! Cavoli che ridere!! Dato che abitavo vicino agli Za e dato che non avevo l’auto andavo al lavoro con Pier.. prima portava i bimbi a scuola e poi passava a prendere me! Non c’era mattina in cui non si rideva.. era tutto matto!!
Inutile dire che ho imparato un sacco in quei mesi! Gli piaceva il suo mestire, star in mezzo alla gente.. e lo trasmetteva a tutti! Aveva sempre mille cose da fare, chiamava, rispondeva, meeting su meeting.. un giorno mi lasciò due ore ad aspettarlo nel bel mezzo di Cape Town, lo avrei strangolato!! Ma poi ti guardava dispiaciuto, ti faceva la battutina.. come non perdonarlo?!?! Mi diceva sempre “party now, study later Clama!!” come a volermi far sempre vivere appieno ogni momento!
Un giorno lui e la Fede mi portarono ad una festa in ambasciata, la Fede avava i capelli lisci e a lui piaceva un mondo, lo diceva sempre e anche se non l’avesse fatto si vedeva da come la guardava!
Quella sera me la ricorderò per sempre.. era stato dato il via alle danze ma pochi volevano muoversi compresa la Fede.. a un certo punto Pier la prese e la portò a ballare, ridevano come due ragazzini,le girava attorno e la faceva ondeggiare da una parte all’altra dell’ambasciata, non c’erano occhi che per lei, penso che non ci siano stati mai occhi che per lei.. bellissimi da vedere.. sono quelle cose che ti fanno pensare: “anche io voglio tutto questo anche solo per un secondo nella mia vita”!
Ti ricorderò cosi, innamorato della vita e dei tuoi sogni, una persona unica e un grande amico!
A WONDERFUL PERSON di Marino and Zanna Malavasi
Our dearest friend Pieralberto – what can one possibly say about him that will do him justice ? Words can never adequately describe the wonderful person he was.
We met Pieralberto shortly after he arrived in South Africa and we became close friends of both Pieralberto and his beautiful young wife, Federica.
We were lucky enough to be able to share their joy as they settled into their new life in South Africa and to watch their business Soluzioni and their family grow.
We will always remember Pieralberto as being the most friendly, helpful, knowledgeable, genuine, faithful friend one could ever hope to meet.
The likes of Pieralberto will never pass this way again and we will miss him always.
QUEL GIORNO DI PASQUA INSIEME di Stefano Caccia
Dopo quasi venti anni sono tornato a visitare la bella Vittorio Veneto dove ho effettuato il servizio di leva nell’anno 1990/1991. Tornato poi a casa mi sono messo a cercare gli altri commilitoni che più mi sono rimasti nel cuore. D’altronde quell’anno di convivenza insieme da mattina a sera ti amplificava le emozioni, molto di piu’ di altre amicizie vissute in tempi più frammentati.
Eravamo in quattro veramente amici: uno di Varese che vedo tutt’oggi si chiama Tiziano Grisendi, uno di Pordenone che si chiama Luca Padovan e l’altro era Pieralberto. Abbiamo passato insieme un anno veramente “speciale” che rammento nonostante lo scorrere degli anni come se si fosse appena concluso, ricordo le domeniche al mare a Lignano e le guardie notturne alla caserma con Pieralberto capo posto.
Mi ricordo benissimo il grande impegno che Pieralberto metteva negli studi e le volte che alla sera invece di uscire a passare la serata in qualche bar, preferiva andare a casa o restava in caserma a studiare, sempre in modo molto discreto.
Un ricordo della grande umanità di Pieralberto? Nel giorno di Pasqua del 1991, visto che né io né l’amico di Varese avevamo la licenza per tornare a casa, lui molto semplicemente ci ha invitati a casa sua a pranzo a Belluno presentandoci alla sua famiglia.
Una cosa che ci ha fatto sentire anche a noi più vicino a casa.
Ciao Pieralberto.
SEI NELL’ANIMA di Manuela Grandi
Ci consola la convinzione che per l’anima non ci sono gli impedimenti della distanza, percio’, se vogliamo, lo possiamo avere sempre vicino.
Ricordandoti sempre.
CHEERFUL AND CHARMING di Tony Stern
South Africa’s gain was Italy’s loss when Pieralberto decided to make Cape Town his home. A true gentleman that was always a pleasure to deal with on both a personal and business level.
I will miss those discussions we had about the state of the world and when is a copy of an original chair a fake.
A more obliging and pleasant to work with will be hard to find .
The industry will simply not be the same without his ever cheerful and charming personality.
His time to leave us all was far too early and I wish his wife and children strength in the future.
LA FAMIGLIA E’ TUTTO di Arianna Merluzzi
ciao Pier! chissa’ com’e’ la tua nuova casa? sicuramente avra’ il tetto blu… qua si va avanti, ma si sente la tua mancanza…
mi piacerebbe avere una videoteca nella mia mente per poter guardare ogni tanto i film con i ricordi che mi piacciono di piu’…certo, avendo passato 3 anni fianco a fianco in Soluzioni quello che mi manca di più è il confronto quotidiano con te: per me non eri un semplice capo, che comanda e controlla, mi chiedevi opinioni, ti sfogavi, ci “scaldavamo“, ma mi hai sempre fatto capire che le mie idee per te erano importanti.
Perche’ tu sei sempre stato uno che ama la gente, tu ti fidavi, davi sempre un’occasione a tutti, a volte la prendevi nel c..o ma non importa, questo non ti ha mai cambiato.
Lavoravi per passione, fare soldi era perfino secondario, e sono sicura che non hai mai avuto rimpianti.
Insomma, sono tanti gli esempi che hanno lasciato un’impronta importante nella mia vita, e uno dei piu’ grandi è che la famiglia è tutto, e va custodita sopra ogni cosa.
Sei stato un capo, un amico, un consigliere prezioso, e da quaggiu’ ti lancio un GRAZIE in cielo…
un abbraccio, Ari
WHEN WE FELT LIKE KINGS di Ben Moggee
Looking at this photo I remember happier days.
Our day when we felt like kings.
The smiles disappeared. The dreams now nightmares.
Your wife miss you. She is very brave and sad.
Your boys are growing up strong.
Luca is still the quiet one. Marco the wild one.
Both looking like their dad.
Mila is a lady now. Beautiful like a flower.
I’m haunted by that cursed day.
We all lost so much.
Blood brothers forever.
UN UOMO ECCEZIONALE di Alessandra e Pedro Estrada
A Pieralberto, un uomo eccezionale, un marito fantastico ed un padre meraviglioso, perché il suo ricordo rimanga sempre vivo nel cuore di tutti quelli che l’hanno conosciuto ed amato.
IL SENTIMENTO DELL’AMICIZIA di Dino D’incà
“Perché non cadiamo nell’abisso della disperazione, perché non affondiamo nelle sconfitte, Dio ci ha messo nel cuore il sentimento dell’amicizia.”
Il dolore di averti perso è grande, ma i ricordi dei nostri momenti insieme riempiono ogni giorno il mio cuore di gioia.
Grazie Pier per avermi donato l’Amicizia.
CON PIER SULLE DOLOMITI di Michela Tavi
Da quando sono partiti per il Sud Africa per la prima volta non ho neppure una foto di Pier o di Fede o dei bambini assieme a me, ma dell’ultima volta che ho visto Pier ho tre simpaticissime e bellissime foto. Ricordo che poi le batterie della mia digitale scarsissima si erano esurite di colpo per il freddo.
Quel giorno abbiamo girato tutto il comprensorio del Civetta a cercare un rifugio che facesse panini con il pastin, era una delle condizioni per venire a sciare con me! Abbiamo sciato fino alle 2 del pomeriggio e alla fine lo abbiamo trovato!
Ci siamo mangiati un panino con pastin alla griglia e formaggio alla piastra…insieme! terribile!
poi con una grappa abbiamo mandato giù tutto!
Già dopo di allora ogni volta che ho visto il Pelmo innevato ho pensato a quella sciata, da quest’inverno penserò a quella sciata… con Pier!

